Parmigiano Reggiano, farina, vino, frutta e verdura. Sono i prodotti raccolti tra gli imprenditori agricoli del territorio e donati oggi da ‘Ases-Cia Reggio’ alla mensa Caritas della città per sostenere chi si trova in difficoltà, un’iniziativa che si inserisce nella campagna #agricoltorisolidali nata in questo momento di emergenza causata dal Covid-19. Alla consegna erano presenti Ivan Bertolini (ex presidente di ‘Cia Reggio’ e ora membro nazionale di Ases, l’organizzazione no-profit di riferimento di Cia che si occupa di cooperazione allo sviluppo), Antenore Cervi (presidente Cia Reggio), Giorgio Davoli (Anp-Cia Reggio) ed Elisa Nicoli (responsabile Punto d’Ascolto Caritas).
“In una fase estremamente difficile come quella che stiamo tutti vivendo, è molto importante aiutare gli ultimi non solo nei Paesi dove normalmente Ases opera con progetti di cooperazione internazionale ma anche nelle nostre città dove sono in vertiginoso aumento le persone in difficoltà economica, sociale e psicologica”, spiega Bertolini. La pandemia dovuta al Coronavirus e il conseguente lockdown “hanno fatto infatti emergere nuove povertà e hanno acuito le difficoltà per tutti coloro che già vivevano sulla soglia della indigenza. Se dal punto di vista sanitario si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, altrettanto non si può dire per la situazione economica. Le previsioni, anche per quello che riguarda il territorio reggiano, preoccupano notevolmente. Basti pensare che un recente monitoraggio su 101 centri diocesani di Caritas Italiana certifica il raddoppio delle persone che per la prima volta si rivolgono ai Centri di ascolto e ai servizi rispetto al periodo di pre-emergenza Covid. E la nostra città non è certo immune da questa dilagante situazione”.
“Il numero dei nuovi poveri è aumentato ed è destinato a continuare a crescere anche sul nostro territorio a causa della perdita di posti di lavoro e di remunerazioni sempre più basse – sottolinea Cervi -. Si registra un drammatico incremento di persone preoccupate perché non sanno a chi chiedere aiuto: sono alla disperata ricerca di beni di prima necessità e cibo, non riescono a pagare le bollette delle utenze domestiche così come gli affitti, non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi, per la prima volta, in difficoltà”.
Dinanzi a questa realtà, che non si risolverà con l’uscita dalla crisi sanitaria e che rischia di mettere a rischio la coesione sociale, Ases ha voluto donare oltre 200 chili di derrate alimentari alla mensa di via Adua della Caritas che, da sempre, sostiene le persone più fragili. Non sarà una iniziativa singola: il progetto è infatti quello di consegnare regolarmente alla mensa di solidarietà i prodotti della terra considerati in eccedenza o con lievi difetti.
“Un grande ringraziamento per le donazioni – le parole di Elisa Nicoli -, per noi sono davvero preziose perché ci permettono di continuare ad aiutare le famiglie indigenti e le persone in difficoltà. Grazie di cuore da parte della Caritas”.
“Poiché l’accesso al cibo per una persona o una famiglia non può essere considerato un aspetto secondario – conclude Bertolini -, l’auspicio è quello che, una volta spente le luci sull’emergenza post-Covid, la solidarietà non venga meno ma rimanga un punto fermo nell’agire e nelle scelte del quotidiano. Non siano i poveri, gli ultimi, gli emarginati e gli indifesi a pagare il prezzo più alto della crisi».






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