“Lo sai chi sono io? Sono il re del Po”. E’ morto Alberto Manotti (nella bella foto che pubblichiamo in prima pagina scattata da Fabio Furlotti), aveva 79 anni, tutti lo conoscevano come il re del Po, così come lui stesso si era autoproclamato. Amava la golena e il suo fiume, originale, come sanno essere gli uomini della Bassa, era un misto tra un navigatore d’acqua dolce e uno sciamano. Nelle sue capanne dentro la golena teneva e mostrava simboli che sembravano richiamare arcaiche culture derivanti da fedi politeiste.
Alberto Manotti, che da bambino aveva imparato a conoscere il Fiume, era orami una sorta di ente o di entità naturalistica del Fiume e in simbiosi con esso, tanto che anche le scolaresche lo andavano a trovare nella sua Boretto per scoprire i segreti delle acque del Po.

Il Re del Po ha lasciato per sempre la sua spiaggia e la baracca a forma di nave (all’altezza del ponte tra Boretto e Viadana, dove oggi c’è il deserto), in seguito a un incidente che gli capitò lo scorso anno, quando un malore provocò una caduta dalla quale non si era mai ripreso completamente.
Alberto Manotti lascia la moglie Piera e i figli Monica e Yuri e Monica, un fratello, tre sorelle. L’ultimo saluto martedì alla camera mortuaria dell’ospedale di Guastalla.
Tanti anche i messaggi di cordoglio sulla pagina dei suoi estimatori sui social.







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