Nella mattinata di giovedì 26 maggio la polizia di Bologna, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha eseguito diverse misure restrittive a carico di persone che risiedono al Pilastro, un rione alla periferia della città emiliana. Imponenti le forze messe in campo per questo blitz, con oltre cento agenti della polizia tra personale della squadra mobile, equipaggi del reparto prevenzione crimine e della polizia scientifica, unità cinofile, reparto volo e reparto mobile.
L’indagine è scattata quasi tre anni fa dopo l’omicidio del 28enne Nicola Rinaldi, che nell’agosto del 2019 fu accoltellato a morte in via Frati dal vicino di casa Luciano Listrani.
Gli accertamenti sul delitto hanno consentito agli inquirenti di ricostruire le mosse di un nucleo familiare che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nel quartiere per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish; si sarebbe inoltre avvalso di diversi giovani, anche minorenni, per lo spaccio in strada.






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Un'opera utile che la sinistra non ha mai voluto....si vede che non la puo' progettare Calatrava se no ne avrebbe gia' fatte due.......
Pare che i fricchettoni di Casa Bettola temano una incursione dei Keyboard Lions di destra, le cui fila ovviamente saranno rinforzate dalle teste di c...(uoio)
Situazione consolidata nel silenzio (?) delle istituzioni pro askatasuna. Nulla di nuovo, come sempre
Già, anch'io vorrei conoscerlo: non si comprende il rispetto nei confronti di un tal figuro!
Per le persone che approvano, propagandano l'aborto del nascituro come "diritto" intoccabile la "decapitazione" anche simbolica del nemico politico è ammissibile. Altrettanto per chi vuole […]