Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha annunciato una stretta sul fronte del decoro urbano: il Comune felsineo è intenzionato a chiedere ai proprietari di immobili e agli amministratori di condominio della città di farsi carico della pulizia – e delle relative spese – delle superfici private vandalizzate da scritte, tag e graffiti, particolarmente visibili soprattutto nelle zone più frequentate del centro storico.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di ridurre il peso – logistico ed economico – della manutenzione urbana sulle casse del Comune. “Da quattro anni spendiamo quasi due milioni di euro all’anno per pulire i muri, anche dei privati”, sottolinea il primo cittadino: “Credo che ci siano edifici privati che possono essere puliti anche dagli amministratori e dai proprietari”.
Nel mirino di Lepore ci sono anche le vetrate delle numerose filiali di diversi istituti di credito che sono state chiuse negli ultimi anni: “Ci sono grandi banche che stanno abbandonando le loro filiali perché ormai molti servizi vengono gestiti online: quelle banche devono tenere le vetrine pulite”.
A Palazzo d’Accursio è in corso anche una revisione del Regolamento di polizia urbana, il documento che disciplina decoro, utilizzo dello spazio pubblico e attività in strada. “Dobbiamo darci regole più chiare e più adatte a una città così frequentata dal turismo”, sostiene Lepore: “Una città molto frequentata si sporca anche di più e dobbiamo aggiornare i nostri strumenti. Così come i commercianti devono pulire e spazzare l’area davanti ai loro negozi, occorre che tutti si prendano cura della città. Naturalmente il Comune deve sanzionare quando necessario, ma non può essere sempre la Polizia locale a intervenire”.







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