Nel 2019 in provincia di Piacenza migliaia di studenti coinvolti da Iren in iniziative di educazione alla sostenibilità

Bilancio sostenibilità 2019 Iren

Il 25 marzo scorso il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato il Bilancio di sostenibilità 2019, un documento di carattere non finanziario redatto annualmente per evidenziare le performance del gruppo in campo ambientale, sociale ed economico e per monitorare lo stato di avanzamento degli impegni assunti con i diversi stakeholder (i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nell’attività aziendale: azionisti, finanziatori, istituzioni, personale, clienti, fornitori e altri soggetti territoriali) sia per quanto riguarda l’anno di riferimento che nella progressione verso i più ampi obiettivi indicati nel piano industriale al 2024.

Il Bilancio di sostenibilità, tra le altre cose, ha messo in luce i risultati raggiunti nei diversi ambiti territoriali in cui opera la multiutility, tra i quali figura anche l’importante area emiliana, nella quale il gruppo Iren è presente in provincia di Piacenza e in quelle di Parma e Reggio Emilia (e, limitatamente alla produzione di energia elettrica/termica, anche in quella di Modena).


Analizzando in particolare la provincia piacentina, nel segmento dei servizi ambientali emerge il buon risultato della raccolta differenziata dei rifiuti, che a livello provinciale lo scorso anno ha raggiunto complessivamente quota 70,9%, in aumento di oltre tre punti percentuali e mezzo rispetto al 2018 (quando era al 67,3%): un risultato superiore sia alla media del bacino complessivo servito dal gruppo Iren (67,3%) che alla media nazionale, ferma al 58,1%.

In provincia di Piacenza sono circa 287.000 gli abitanti serviti dal gruppo in qualità di gestore attraverso la società Iren Ambiente: l’85% di questi rientra nel sistema di raccolta “porta a porta” per l’avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati. Sono oltre 20.000 gli abitanti che già usufruiscono del servizio porta a porta con tariffazione puntuale, il metodo per calcolare l’effettivo utilizzo del servizio basato sulla misurazione della quantità di rifiuto indifferenziato prodotto dalla singola utenza domestica.

Lo scorso anno il termovalorizzatore di Piacenza ha consentito una produzione vicina a 73 GWh di energia elettrica da rifiuti, pari al fabbisogno di circa 27.000 famiglie. L’impianto è anche stato oggetto di un intervento di efficientamento energetico con l’installazione di un nuovo sistema di essiccazione dell’aria compressa per ridurre lo spreco della stessa e di conseguenza il consumo elettrico dei compressori, un’operazione che ha fatto prevedere un risparmio complessivo di circa 325.600 kWh/anno: nel corso del 2019 sono state risparmiate circa 30 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

Nel 2019 il gruppo Iren ha inoltre sviluppato diversi importanti progetti per una maggiore sostenibilità dei servizi energetici, tra cui il collegamento della rete di teleriscaldamento di Piacenza con l’impianto di termovalorizzazione della città capoluogo. L’incremento della volumetria allacciata sarà di circa un milione di metri cubi. Lo scorso anno sono stati completati i lavori di posa della dorsale di collegamento e della rete di distribuzione.

Un altro punto importante del Bilancio di sostenibilità è quello relativo al controllo della qualità delle acque nell’ambito del servizio idrico integrato, ovvero l’analisi dei parametri previsti dal decreto legislativo 31/2001, effettuata sui punti di campionamento indicati dall’Asl lungo la rete di distribuzione e presso i punti all’uscita dei grandi impianti di potabilizzazione. In Emilia ogni giorno sono circa 1.700 i parametri analizzati relativi alla qualità dell’acqua, per un totale – nel 2019 – di oltre 426.000 parametri (su più di 36.000 campioni) complessivamente analizzati nei laboratori della multiutility.

La qualità dell’acqua è assicurata da controlli effettuati lungo tutto il percorso: dalle fonti ai processi di trattamento, filtrazione e potabilizzazione, dalla rete di distribuzione fino alla consegna al cliente finale.

Qualora le acque prelevate contengano sostanze indesiderate in misura superiore ai livelli indicati dalla normativa, sono sottoposte a trattamento prima della distribuzione. I trattamenti maggiormente utilizzati per la potabilizzazione delle acque profonde sono finalizzati alla rimozione di ferro, manganese e ammoniaca, elementi naturalmente presenti nelle falde captate.

In provincia di Piacenza sono quasi 283.000 gli abitanti serviti dall’acquedotto e 432 gli impianti di depurazione presenti sul territorio. Nell’ambito emiliano, inoltre, sono attive 70 “casette dell’acqua”, impianti fissi di distribuzione gratuita di acqua pubblica a chilometro zero che ogni anno riforniscono migliaia di cittadini nei territori provinciali di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, contribuendo a un minor consumo di bottiglie di plastica e, di conseguenza, a una minor produzione di rifiuti. Sono state più di 50 le manifestazioni emiliane alle quali Iren è stata presente con i propri erogatori mobili di acqua (“Caraffone” e “Fontanone”).

Dal 2018 Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha introdotto il “bonus sociale idrico” a favore delle utenze in condizione di disagio economico: ne hanno diritto i cittadini con Isee inferiore a 8.107,5 euro (o inferiore a 20.000 euro in caso di famiglie con più di tre figli a carico) e altre specifiche categorie. Il bonus copre il consumo di 50 litri pro-capite di acqua potabile al giorno. A questo bonus gli enti di governo dell’ambito possono sovrapporre un bonus aggiuntivo: nel territorio emiliano Atersir (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti) ha approvato il fondo sociale per le famiglie in situazioni di disagio economico: nel 2019 l’importo per l’area di Piacenza è stato complessivamente di 160.000 euro.

Nel capoluogo di provincia piacentino quasi il 20% degli abitanti è raggiunto dal servizio di teleriscaldamento urbano, una tecnologia che rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali consente di ridurre i consumi energetici e di migliorare le performance ambientali. La rete del teleriscaldamento gestita dal gruppo Iren nei comuni del nord Italia (oltre a Piacenza è infatti presente anche a Parma, Reggio Emilia, Genova, Torino, Nichelino, Grugliasco, Collegno e Rivoli) è lunga complessivamente 1.041 km: nel 2019 ne sono stati ispezionati 947 km, pari a circa il 91% del totale.

Il Bilancio di sostenibilità, tra le altre cose, ha anche messo in evidenza le ricadute socio-occupazionali della presenza del gruppo Iren sul territorio, che hanno riguardato diverse categorie di stakeholder: a partire dal personale, con 90 nuove assunzioni nel piacentino negli ultimi cinque anni, che hanno portato a quota 555 i dipendenti totali in tutta la provincia a fine 2019; ma anche per gli azionisti pubblici locali (tra cui il Comune capoluogo, che ora detiene l’1,37% del capitale sociale dopo aver ceduto nel corso del 2019 una quota dello 0,15%), che nell’ultimo quinquennio hanno beneficiato della distribuzione di dividendi per circa 6,5 milioni di euro.

Non fa eccezione il capitolo dei fornitori: nel 2019 in provincia di Piacenza sono stati emessi ordini per un valore cumulato di circa 33 milioni di euro, pari al 28% dei 118 milioni di ordini effettuati nei dodici mesi sul territorio emiliano di riferimento – comprese dunque anche le provincie di Parma, Reggio Emilia e Modena – durante lo scorso anno: una cifra che ha portato il totale degli ordini della catena di fornitura piacentina a quota 286 milioni nell’ultimo decennio (ovvero il 24% circa dei 1.190 milioni di euro complessivi dal 2010 ad oggi in Emilia).

Ma la sostenibilità è stata declinata anche sul fronte educativo: nel 2019, infatti, è proseguito il percorso di trasformazione del progetto EduIren da tradizionale attività di educazione (basata su offerte formative gratuite per le scuole) a una modalità più inclusiva, partecipativa e creativa diffusa su tutto il territorio locale, realizzata anche trasformando gli impianti in luoghi dove poter toccare con mano la sostenibilità.

Lo scorso anno sono stati 5.352 gli studenti coinvolti dal gruppo Iren in iniziative di educazione alla sostenibilità, con un deciso incremento rispetto ai dodici mesi precedenti: nel 2018, infatti, i partecipanti erano stati meno di tremila. Nel biennio 2018-2019 sono state 48 le scuole complessivamente coinvolte nei vari progetti.

L’attenzione al legame con la comunità locale si è concretizzata anche con il sostegno economico a progetti ambientali, culturali, sociali e sportivi, frutto della progettazione partecipata con i rappresentanti di enti e associazioni riuniti nei Comitati territoriali, organismi all’interno dei quali si sono costituiti gruppi di lavoro per seguire l’iter di attuazione delle iniziative, proposte dagli stessi componenti dei comitati oppure dai cittadini attraverso la piattaforma online IrenCollabora.it

Nel 2019 in provincia di Piacenza questi progetti hanno potuto contare su un contributo di 416.000 euro da parte di Iren.

Sono state due, in particolare, le esperienze realizzate a partire dai progetti incubati dal Comitato territoriale: tra queste “La Tribù” (soggetto attuatore: Fondazione Bet She Can) per l’empowerment di 20 bambine tra gli 8 e i 10 anni, un progetto per sviluppare la consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità e sensibilizzare famiglie, istituzioni e comunità. Dodici tappe attraverso laboratori, workshop, esplorazione del territorio, interazione con la cittadinanza e incontri-testimonianze di donne con percorsi professionali o personali innovativi in contesti comunemente ritenuti “maschili”. Il percorso ha ottenuto la menzione speciale nella categoria Ged (Gender Equality and Diversity) nell’ambito del Premio Er.Si Innovatori Responsabili della Regione Emilia-Romagna.

Di tutt’altro genere, invece, il progetto “RicibiAMO 2.0”, iniziativa che ha messo in rete decine di ristoranti di Piacenza e Parma che hanno partecipato allo sviluppo di un protocollo di buone pratiche per contrastare lo spreco di cibo in tutti i passaggi: dall’acquisto alla conservazione e alla preparazione, fino al consumo. Nel 2019 l’iniziativa ha ampliato il numero di ristoratori aderenti alla rete, arrivando a quota 87, incentivando la diffusione delle family bag per permettere ai clienti di riportare a casa il cibo ordinato ma non consumato del tutto al ristorante. La rete di filiera agroalimentare Piace Cibo Sano, soggetto attuatore del progetto, ha realizzato la seconda edizione del concorso “Miglior ricetta RicibiAMO”, ha partecipato al programma regionale per la certificazione della ristorazione sostenibile, al Festival del Cibo di Mantova e al Gola Gola Festival di Piacenza.

Sul versante culturale, il gruppo Iren è socio fondatore di importanti fondazioni teatrali nei territori in cui opera, tra cui anche la Fondazione Teatri di Piacenza. Sempre a Piacenza, la multiutility ha sostenuto il Gola Gola Festival, evento che spazia dal cibo alla cultura con cooking show, street food, ristoranti open air, mercato dei prodotti tipici, laboratori, musica e arte nel centro della città, e il progetto di animazione territoriale dei Venerdì Piacentini.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu