Approvato il progetto esecutivo dell’intervento sul ponte sul fiume Po tra Guastalla e Dosolo

ponte sul fiume Po tra Guastalla e Dosolo

Nei giorni scorsi le Province di Reggio e di Mantova (enti gestori dell’infrastruttura) e le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia hanno approvato il progetto esecutivo dell’intervento di manutenzione straordinaria del ponte sul fiume Po tra Dosolo e Guastalla. L’intervento, per un importo complessivo di 6,5 milioni di euro, vede come soggetto attuatore la Provincia di Reggio e prevede un secondo lotto, ideato e plasmato in funzione dell’andamento dei lavori del primo lotto da 3,5 milioni, attualmente in corso di esecuzione.

Le risorse rientrano nei 10,2 milioni assegnati alla Provincia di Reggio dal decreto interministeriale (Ministero delle infrastrutture e Ministero delle finanze) del 3 gennaio 2020 per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria dei ponti che si trovano lungo il corso del fiume Po e che scavalcano i suoi affluenti. L’avvio dei lavori, il cui bando sarà pubblicato entro la fine dell’anno, è previsto a maggio del 2022, con consegna prevista entro 480 giorni.

A realizzare il progetto è stato il raggruppamento temporaneo di professionisti composto da Its srl di Pieve di Soligo (in provincia di Treviso) e dall’ingegnere Pier Giorgio Malerba, professore emerito del Politecnico di Milano: grazie al gruppo di lavoro costituito presso la Provincia di Reggio è stato possibile monitorare l’andamento dei lavori del primo lotto e valutare con precisione tutte le problematiche da affrontare con il secondo lotto di intervento.

“Un lavoro faticoso ma gratificante”, ha spiegato il dirigente del Servizio infrastrutture della Provincia reggiana Valerio Bussei: “La nostra priorità è stata quella di avere un progetto esecutivo che fosse in grado di risolvere tutti i problemi che presenta il ponte e che ci permetterà, una volta ultimati i lavori, di rimuovere l’ordinanza di limitazione al transito dei mezzi pesanti: aumenteremo la portata del ponte grazie a un intervento di precompressione esterna e metteremo in sicurezza la sella Gerber, punto debole di tutti i ponti a sbalzo, raggiungendo la condizione di operatività prevista dalle linee guida sui ponti del 2020”.


Sulla complessità dell’intervento ha inciso anche l’unicità del ponte, realizzato con due differenti tipologie strutturali. Il viadotto in golena reggiana è infatti composto da travi ad armatura lenta, che per essere rinforzate dovranno essere fibrate con tessuti Frp in carbonio; un intervento che non è possibile eseguire invece sul tratto di ponte in alveo e sul viadotto in golena mantovana, che è invece realizzato in travi post-tese. Il secondo lotto di lavori, di cui è stato appena approvato il progetto esecutivo, riguarderà principalmente proprio il tratto in alveo e nella parte mantovana.

Soddisfatto anche il consigliere provinciale delegato alle infrastrutture della Provincia di Reggio Nico Giberti: “Con la Provincia di Mantova abbiamo collaborato in piena sinergia, a livello politico, dirigenziale e tecnico, consapevoli dell’importanza di questa infrastruttura che serve un territorio fortemente industrializzato, ma che essendo stato realizzato nella prima metà degli anni Sessanta ha già superato la sua vita utile: questo consistente intervento di manutenzione straordinaria garantirà al ponte almeno altri 30 anni di attività”.



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