Aperto il congresso della Cgil Emilia-Romagna

camusso_landini

Si è aperto oggi, lunedì 19 novembre 2018, il XII congresso regionale della Cgil Emilia Romagna al Palazzo dei Congressi di Bologna.

Dopo l’intervento applauditissimo del Presidente emerito dell’ANPI Carlo Smuraglia sono iniziati i lavori veri e propri dell’assise regionale con la relazione del segretario generale uscente Luigi Giove.

Una relazione ricca e articolata che ha affrontato molte tematiche, sia di carattere internazionale, con un’attenzione particolare alla dimensione europea, sia nazionali che regionali.

Giove, in forte sintonia con quanto espresso da Carlo Smuraglia sul significato odierno della parola ‘democrazia’, inizia la relazione ricordando che “il congresso rappresenta per noi un grande esercizio di partecipazione e di democrazia. Abbiamo svolto in questa regione 10.405 assemblee congressuali che hanno visto la partecipazione al voto di 139.373 iscritte e iscritti. Noi pensiamo che la democrazia non è solo delega, ma anche partecipazione attiva, confronto, sintesi; che una grande organizzazione di massa, come è la Cgil, ha bisogno, in passaggi come questi, di trarre la propria forza dalla capillarità del proprio insediamento e dalla pluralità delle voci”.

Nel panorama europeo, sottolinea il segretario generale, “assistiamo all’alzarsi di muri, al chiudersi di frontiere, facciamo i conti con un equilibrio mondiale che sempre più si sposta verso regimi autarchici che invocano una assurda omogeneità del popolo e che individuano in altri popoli nemici e minacce”.

La crisi globale esplosa nel 2008, afferma Giove, “ha agito in profondità, ha reso più insicure milioni di persone. Le ricette per uscire dalla crisi suggerite e poi praticate hanno accentuato processi di impoverimento e di disagio sociale”.

Il richiamo all’Europa, da parte di Giove, è forte: ne è testimonianza il titolo del 12° congresso della Cgil regionale che concepisce l’Emilia Romagna come “una regione europea, integrata, solidale, sostenibile per una piena e buona occupazione”.

Venendo al nostro Paese, il segretario generale parla della crescita di episodi gravi di intolleranza, razzismo, fascismo, ecc., citando alcuni dei casi più emblematici (Aquarius, Diciotti, Riace, Lodi, ecc.) e sostiene che “è giunto il momento di promuovere, insieme alle tante organizzazioni e associazioni con le quali abbiamo condiviso tante iniziative, una mobilitazione nazionale antirazzista”.

Il giudizio sul governo Lega-Cinquestelle è netto: “Sul concetto di democrazia, sul valore della Costituzione, sull’antirazzismo e sull’antifascismo non si può essere neutrali, perché c’è una prospettiva ideale e valoriale che ci pone davvero molto distanti dal governo gialloverde”.

Nel contempo, però, Giove ribadisce che “l’assetto politico e di governo di questo nostro Paese sono il frutto anche di come si è governato in questi anni. Il PD ha una responsabilità enorme” e cita “il colpo mortale allo Statuto dei diritti dei Lavoratori, il Jobs Act, la cosiddetta ‘buona scuola’, la sbagliata e pericolosa riforma costituzionale, a colpi di maggioranza, fino all’epilogo referendario”.

Il segretario generale rivendica l’autonomia della Cgil che “ci impone un giudizio di valore e poi lo stare al merito dei provvedimenti e dell’azione di Governo”. Denuncia l’assenza di una idea di sviluppo del Paese, di politiche industriali, investimenti pubblici e privati per creare occupazione”. Riguardo alla Legge di Bilancio Giove sottolinea che “siamo di fronte ad una manovra che vorrebbe dare risposta alle tante promesse fatte in campagna elettorale, ma che ovviamente non può farlo, così si sfumano i contenuti del reddito di cittadinanza e della quota 100”.

In particolare Giove pone l’accento sul tema delle infrastrutture, “argomento molto attuale nella nostra regione”, e si chiede: “Perché si bloccano investimenti importanti in questa regione? Perché non è più una priorità l’intervento sul nodo autostradale di Bologna? Perché rimettere in discussione la Campogalliano-Sassuolo e l’investimento su Rubiera? Perché fermare la Cispadana? Se una cosa si fa perché serve, noi poi siamo abituati a farla per davvero. Quindi invito il governo e il ministro Toninelli a non assumere decisioni unilaterali, perché queste non sarebbero solo poco rispettose dei livelli istituzionali, ma sarebbero uno schiaffo ad una comunità abituata a discutere, a ragionare e a fare”.

Giove riconosce che “non spetta alla Cgil ricostruire la sinistra in questo Paese. È però una responsabilità della Cgil custodire i valori della sinistra e farli vivere”.

Per quanto concerne i diritti civili, osserva che si stanno facendo “passi indietro. Quale concetto di famiglia ha il ministro Fontana? Perché si continua a mettere in discussione la 194?”.

In Emilia Romagna Giove ribadisce l’impegno della Cgil su queste tematiche “bene abbiamo fatto a sottoscrivere accordi per il contrasto alle violenze di genere nei luoghi di lavoro”.

Il segretario uscente richiama le tante battaglie che ha visto impegnata la Cgil regionale negli ultimi anni. Sul tema della legalità, contrasto al caporalato e false cooperative: il processo Aemilia, il primo maxiprocesso alla criminalità organizzata nel nord Italia, a Reggio Emilia, con la costituzione di parte civile di Cgil regionale, di Reggio Emilia e Modena, unitariamente con Cisl e Uil ER; il Protocollo per la legalità nella ricostruzione post sisma 2012, la legge regionale per la legalità negli appalti frutto del Patto per il Lavoro e dei tanti, tantissimi accordi e protocolli sottoscritti in questa regione”. Il segretario si sofferma anche su “quanto accade nella filiera delle carni” (caporalato, false cooperative, evasione fiscale e contributiva, orari di lavoro massacranti).

Giove sottolinea poi che “gli appalti sono la frontiera della contrattazione inclusiva. Nel sistema pubblico locale e regionale abbiamo fatto una buona contrattazione sugli appalti, in termini sia di legalità, qualità, che di garanzie e tutele del lavoro” (protocolli Atersir su raccolta rifiuti e servizio idrico integrato, protocollo per gli appalti in sanità sottoscritto con l’Assessorato alla Sanità della Regione ER, accordi sul trasporto pubblico locale, con l’Università, ecc.).

Il segretario generale riconosce che “per la Cgil dell’Emilia Romagna la contrattazione è il perno dell’attività sindacale in tutte le sue forme dalla contrattazione di categoria nazionale e di secondo livello, alla contrattazione sociale e territoriale, alla contrattazione per lo sviluppo”. E, a quest’ultimo riguardo, descrive il Patto per il Lavoro regionale come “declinazione del Piano del Lavoro” della Cgil nazionale.

“Il Patto per noi”, sostiene Giove, “ha rappresentato e rappresenta un modello di relazioni e una visione keynesiana delle politiche di sviluppo, partendo dall’idea che il pubblico svolge un ruolo propositivo e propulsivo sulle politiche di sviluppo di un territorio”.

Sono intervenuti, poi, Giorgio Graziani segretario generale Cisl ER, Giuliano Zignani segretario generale Uil ER-Bologna e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, mentre il sindaco di Bologna Virginio Merola, impossibilitato a partecipare a causa di altri impegni, ha inviato i suoi calorosi saluti per i lavori del congresso.

Domani il congresso prevede l’intervento di Susanna Camusso, segretario generale Cgil nazionale (ore 12.30) e alle ore 17,30 l’incontro “A 40 anni dalla riforma sanitaria. Per la difesa e il rilancio del diritto universale alla salute” con il professore Francesco Taroni dell’Università di Bologna e mercoledì si terrà l’intervento conclusivo di Franco Martini segreteria Cgil nazionale (ore 11). Alle ore 15,30 verrà convocata l’Assemblea generale Cgil ER per l’elezione del segretario generale.