Al Senato via libera al ddl per dichiarare monumento nazionale il teatro Regio di Parma

Teatro Regio di Parma sala

Nella seduta di mercoledì 11 maggio l’assemblea del Senato ha approvato all’unanimità, con 218 voti favorevoli, il ddl 2416 “Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma”, presentato dalla senatrice della Lega Maria Gabriella Saponara. Il testo passerà ora alla Camera per l’approvazione definitiva.

Il teatro emiliano, in origine Nuovo Teatro Ducale, nacque per volontà della duchessa Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone, inviata a reggere il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847, subito dopo il Congresso di Vienna. Amante della musica e del canto, prendendo atto che il vecchio Teatro ducale (fondato nel 1689) era inadeguato alle esigenze della città, Maria Luigia d’Asburgo-Lorena sollecitò la costruzione di un nuovo edificio più moderno.

“La dichiarazione di monumento nazionale per il Teatro Regio di Parma permetterà di valorizzare quello che non è solo un meraviglioso edificio neoclassico, ma un patrimonio storico e culturale per la città di Parma e per tutto il nostro paese”, ha detto in aula a Palazzo Madama la senatrice Saponara: “Come Lega siamo orgogliosi di aver portato questa nostra proposta all’approvazione del Senato e confidiamo in un via libera definitivo del Parlamento quanto più rapido possibile, perché crediamo nella cultura e siamo stati i principali promotori di questa iniziativa, anche grazie al lavoro del sottosegretario Borgonzoni”.

“Il nostro Teatro Regio è stato nella storia esempio di buon governo e viatico per importantissimi eventi, legati sì alla lirica di Giuseppe Verdi e alla musica ma anche a momenti di vita sociale come le proteste del ‘68. Inoltre è uno dei tanti esempi di eccellenza del nostro patrimonio culturale che un paese come l’Italia, in cui il turismo è un settore trainante dell’economia, può e deve valorizzare. La dichiarazione di monumento nazionale per il Teatro Regio di Parma è quindi un traguardo prestigioso, in continuità con il percorso iniziato per Parma Capitale italiana della cultura, che rende onore alla tradizione artistica e architettonica della città”.



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