Acer in rosso, Cisl suona la carica: “Il nuovo cda ha il dovere di aprire una stagione diversa”

Rosamaria Papaleo Cisl Emilia Centrale convegno – CISL

Acer, l’azienda che gestisce gli alloggi popolari in provincia di Reggio Emilia, si appresta a chiudere un bilancio 2025 in rosso, con un disavanzo di ben 430.000 euro.

Il “buco”, secondo il neo-presidente Federico Amico, sarebbe da ricondurre a una vertenza aperta con l’Agenzia delle Entrate per gravi ritardi nella trasmissione delle dichiarazioni fiscali; la colpa viene attribuita al commercialista che seguiva i conti dell’azienda, “contro il quale ci rivarremo nelle opportune sedi legali”, fa sapere Amico.

Ma questo non basta a Rosamaria Papaleo, segretaria generale di Cisl Emilia Centrale, che chiede ai vertici dell’azienda un cambio di passo: “L’elefante nelle stanze di Acer è la morosità accumulata negli anni, che rende l’azienda di Reggio un caso di studio in tutta la regione. È da qui che occorre ripartire, con trasparenza, obiettivi misurabili e un confronto stabile con la comunità e le parti sociali”.

“Verissimo”, riconosce Papaleo, “la nuova governance ha ereditato una situazione difficile, ma proprio per questo ha il diritto/dovere di aprire una stagione diversa. Acer è un asset fondamentale di un territorio che sta prendendo sempre più coscienza di quanto profonda e grave sia l’emergenza casa. Per tutti. Per chi è in una situazione di estrema fragilità, come per chi, nonostante lavoro solido e reddito certo, non riesce più a tenere insieme queste due parole: casa e famiglia”.

Se dunque “la gestione dell’emergenza casa diventa un fatto di comunità”, il futuro di Acer “non può essere discusso soltanto negli organi amministrativi: deve diventare una questione pubblica, affrontata con franchezza, anche insieme alle parti sociali. Apprendere i numeri dei bilanci solo a mezzo stampa è francamente riduttivo”.

Il dato più preoccupante che emerge dai bilanci riguarda i crediti verso gli assegnatari: nel 2018 erano pari a 11,9 milioni di euro, nel 2024 hanno raggiunto quota 16,4 milioni; si tratta di quattro milioni e mezzo in più in sei anni, con un aumento di quasi il 38%.

“Una massa che ha radici antiche e che non basta acquisire come dato critico di bilancio”, sostiene Papaleo: “Andrebbe anche chiarito, alla luce del sole, perché l’azienda è in queste condizioni, perché la spia rossa sul cruscotto non si è accesa o non si è vista per tempo e, quindi, se ci sono responsabilità e di chi”.

Quel che si è visto a Reggio, secondo il sindacato, “non è una dinamica fisiologica”. Un’elaborazione della stessa Cisl sui bilanci pubblici 2024 di sette Acer (oltre a Reggio, quelle di Rimini, Bologna, Parma, Forlì-Cesena, Ferrara e Modena) colloca Reggio al secondo posto per stock lordo assoluto di crediti verso gli utenti, dietro soltanto a Bologna. Rapportando lo stock agli alloggi Erp censiti dalla Regione alla data del 31 dicembre 2024, Reggio sale al primo posto di questa non certo invidiabile classifica, con circa 3.976 euro di media per abitazione.

“Acer serve all’intero territorio a condizione che questa strategia di risanamento non sia solo un fatto tecnico, amministrativo, ma una ripartenza condivisa”, chiarisce Papaleo: “La nuova leadership può trasformare questa eredità in un cambio di metodo, fissando obiettivi, rendendo leggibili i risultati e le criticità e costruendo alleanze territoriali. Leggiamo che il presidente Amico vuole aprirsi al confronto con i sindacati e ora confidiamo che ciò accada in modo strutturale, perché avremmo tante cose da chiedere al presidente sui conti dell’azienda, sui costi delle manutenzioni e delle rigenerazioni degli alloggi sfitti, ma soprattutto su come Acer possa diventare uno strumento non solo di gestione ma di elaborazione di una strategia reggiana per la casa”.



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