L’assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi, in vista dell’emanazione dei decreti ministeriali attuativi (di competenza del ministro della transizione ecologica di concerto con quelli della cultura e delle politiche agricole, previa intesa in sede di Conferenza unificata) che stabiliscano i principi per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ha scritto al ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli chiedendo “un confronto urgente, approfondito quanto celere” con il ministero sui criteri di base per la gestione degli impianti fotovoltaici installati a terra sui terreni agricoli, “per garantire che la loro localizzazione salvaguardi vocazioni agricole e la sicurezza alimentare”.
Il decreto legislativo n. 199 dell’8 novembre 2021 (in attuazione della direttiva Ue 2018/2001 del Parlamento europeo sulla promozione dell’uso dell’energia derivante da fonti rinnovabili) all’art. 20 disciplina l’individuazione di superfici e aree idonee all’installazione di tali impianti: “Ci allarma – ha spiegato Mammi – la previsione del comma 8. c-quater dell’art. 20 introdotto dal decreto legge del 17 maggio 2022 n. 50, in attesa di conversione, che prevede una sostanziale liberatoria che consente di localizzare gli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole senza limitazioni di spazio o tipologie”.
“È superfluo sottolineare il rischio, che si è già concretizzato nei nostri territori, di una pressione insostenibile nei confronti dei produttori agricoli, in conseguenza della convergenza delle spinte all’utilizzo dei terreni a fini energetici”.
La Regione Emilia- Romagna, ha chiarito Mammi, “è fortemente favorevole all’impiego delle rinnovabili come la tecnologia fotovoltaica e agrivoltaica a partire da tetti, aree dismesse, cave, aree non produttive, parcheggi, tutti luoghi idonei per gli impianti. Bisogna gestire bene questa fase: consentire la messa in posa di impianti fotovoltaici su suolo agricolo produttivo senza nessuna regola può compromettere fortemente la capacità produttiva, in una fase nella quale abbiamo bisogno di garantirla. Nel testo presentato non è inserita inoltre alcuna indicazione a salvaguardia del ruolo attivo dell’agricoltore, proprietario di terreno agricolo, nella società che gestirà l’impianto”.






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