La giudice del tribunale civile di Bologna Alessandra Arceri ha condannato la Repubblica federale tedesca a risarcire (la quantificazione sarà stabilita da un consulente contabile) le vittime degli eccidi di Monte Sole, il più grave atto contro la popolazione civile commesso durante la Seconda guerra mondiale in Italia.
Il riferimento è a un insieme di massacri compiute dalle truppe nazifasciste – in particolare le Waffen SS – tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 nei territori dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno (che comprendono anche le pendici di Monte Sole, nell’area dell’attuale città metropolitana di Bologna), che costarono la vita a centinaia di persone innocenti, accusate di aiutare le formazioni partigiane della zona.
Il procedimento è stato promosso in sede civile da 33 familiari ed eredi di alcune delle vittime, che a distanza di quasi ottant’anni dai fatti hanno chiesto che la Germania risarcisse per i crimini di guerra commessi dai propri miliari. La sentenza emessa dal tribunale bolognese sottolinea in particolare come i soldati tedeschi, “come accertato dal tribunale militare di La Spezia nella sentenza del 13 gennaio del 2007”, agirono “seguendo l’ordine di “uccidere tutti e distruggere tutto“: le atrocità compiute, dunque, secondo la giudice Arceri “non dipendevano da scelte individuali dei militari impegnati sul campo, bensì erano parte integrante di un preciso disegno strategico ideato al vertice del Reich”.







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