“Contro il caro bollette figlie degli altissimi rincari dei costi dell’energia non c’è tempo da perdere perché famiglie, artigiani e imprese sono in seria difficoltà. Alcuni settori, come quelli degli impianti sportivi, hanno già subìto gravi danni dall’emergenza Covid e la stangata in bolletta può essere la mazzata finale. Pertanto chiediamo alla Regione di stanziare fondi da destinare ai Comuni per dare ossigeno e consentire la prosecuzione dell’attività agli impianti sportivi, specie quelli più piccoli e periferici”.
Lo chiedono i consiglieri regionali della Lega, i reggiani Maura Catellani e Gabriele Delmonte, che hanno investito del problema la Regione. “Vogliamo scongiurare che il “caro-energia” venga ulteriormente e indirettamente scaricato sulle famiglie già massacrate del rimbalzo degli importi delle utenze a causa dell’aumento tariffario che il settore degli impianti sportivi si troverebbe a dover effettuare per far fronte al balzo dei costi di gestione, qualora non potrà contare su contributi pubblici”. Catellani e Delmonte rilanciano l’allarme lanciato a livello provinciale da Confcooperative che, con Marcello Campani, vice presidente del settore sport, cultura e turismo, ha denunciato la grave situazione che riguarda i gestori degli impianti, sia pubblici che privati, fino al rischio chiusura, davanti ad aumenti di oltre il 50% dell’energia elettrica ed una contrazione del 60% di quanti abitualmente frequentano gli impianti. Catellani e Delmonte ricordano che “Lo sport contribuisce a corretti stili di vita, generando un concreto risparmio alle casse del Servizio sanitario nazionale. Per questa ragione auspichiamo che anche la Regione faccia la sua parte, intervenendo con celerità e concretamente per dare risposte al grido d’aiuto di tutto il mondo dello sport ora in difficoltà” concludono Catellani e Delmonte.






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C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
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