Giovedì 9 settembre il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo, si è recato in visita all’ospedale di Piacenza, approfittando dell’occasione per fare il punto – alla presenza anche del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – sull’andamento della campagna vaccinale in Italia.
“Ci sono ancora troppe persone esitanti rispetto al vaccino e ad esse va il mio appello accorato: troppe ne abbiamo sentite anche qui a Piacenza, dalla testimonianza diretta della sindaca o del comandante dei vigili del fuoco, che è stato per diversi mesi in terapia intensiva. Il mio è un appello ad andare subito presso i centri vaccinali, adesso lo si può fare anche senza prenotazione”, ha spiegato il generale Figliuolo.
In questo momento, ha aggiunto, “la curva pandemica e le ospedalizzazioni sono limitate grazie ai comportamenti responsabili ma soprattutto alle vaccinazioni”. Quanto ai numeri, “oggi siamo come prime dosi a livello nazionale oltre l’80,5%, e siamo intorno al 73% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale; l’Emilia-Romagna è sopra la media e di questo mi compiaccio molto. Il piano va avanti, siamo in una città che ha dimostrato che quando si fa squadra si superano le avversità e si vince la sfida. Qui sono nate le Usca e si è dimostrato che la diagnosi precoce e la cura veloce sono i due strumenti che, insieme al vaccino, possono vincere la pandemia”.
In Emilia-Romagna quasi 3 milioni di persone hanno completato il ciclo vaccinale anti-Covid






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E' un vero peccato, perchè Delmastro ha una intrigante espressione da persona sveglia e capace.
Ma chissenefrega!
La nipote di Sandokan ha sicuramente portato voti ai sostenitori del Sì, essendo simpatica come un gatto attaccato ai mar...
Neanche tanto originali, mi sia consentito, le battutine sarcastiche del Nostro! Un banale e prevedibile elenco, niente di aulico, come le celebrazioni sinistre.
Neanche tanto originali, mi sia consentito, le battutine sarcastiche del Nostro! Un banale e prevedibile elenco, niente di aulico, comee celebrazioni sinistre.