Si sono da poco conclusi i lavori di messa in sicurezza idraulica del fiume Panaro, tra la Pedemontana e il ponte di Spilamberto, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con un investimento di oltre un milione di euro per realizzare una scogliera in massi ciclopici (senza utilizzo di calcestruzzo) lunga 200 metri a protezione della sponda sinistra del corso d’acqua; i lavori sono stati effettuati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile e hanno anche permesso di ripristinare il Percorso Natura della Provincia di Modena, un tracciato ciclopedonale che corre lungo il fiume ma che non era più accessibile a causa dei cedimenti.
“L’intervento ha interessato il tratto immediatamente a monte della cassa di espansione del Panaro, oggetto in questi giorni delle attività relative al primo step del collaudo funzionale”, ha spiegato l’assessore regionale alla Protezione civile Irene Priolo: “Si è puntato a ripristinare le condizioni adeguate di regimazione e sicurezza idraulica e al tempo stesso a migliorare la fruibilità delle aree attigue al corso d’acqua, in particolare i percorsi natura e le aree verdi, con la rimozione delle recinzioni e dei manufatti che le occupavano”.

In seguito ai danni causati dagli eventi di piena del 2019, che avevano coinvolto anche aree pubbliche e private, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile aveva subito attivato un intervento d’urgenza per la prima messa in sicurezza dell’area.
Il cantiere appena ultimato ha riguardato invece il ripristino e la messa in sicurezza di alcune porzioni della sponda del fiume Panaro, sia a sinistra che a destra, in stato di grave erosione a causa dell’andamento a meandri che caratterizza il corso d’acqua in quel tratto. Gli interventi sono stati realizzati in collaborazione con i Comuni interessati e con la Provincia di Modena. Oltre alla riapertura del Percorso Natura della Provincia, sono state rese nuovamente disponibili al pubblico alcune aree di pertinenza fluviale. Le attività di pulizia, coordinate con il Comune di Spilamberto, hanno previsto la sistemazione morfologica dell’area, la differenziazione dei rifiuti e il recupero dei materiali.






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