Lunedì 18 gennaio in Emilia-Romagna, dopo settimane di Dad (didattica a distanza), il 50% dei circa 200mila studenti e studentesse delle scuole superiori è potuto tornare in classe, mentre il restante 50% – come da disposizioni governative – ha dovuto continuare a seguire le lezioni in modalità Dad da casa.
Il rientro è stato anticipato di una settimana dalla decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che venerdì 15 gennaio aveva accolto il ricorso presentato da 21 genitori decretando la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza regionale dell’8 gennaio scorso con la quale il presidente della Regione Stefano Bonaccini aveva rinviato al 25 gennaio (per motivi di sicurezza sanitaria legati alla seconda ondata della pandemia) il ritorno alle lezioni in classe per metà degli studenti.
Dalla prossima settimana, in ogni caso, salvo improvvisi e drastici peggioramenti dello scenario pandemico in regione e in base alle intese siglate con le rispettive prefetture della provincia di riferimento, ogni istituto scolastico secondario di secondo grado potrà prevedere il rientro in classe anche fino al 75% degli studenti, come ha spiegato all’agenzia di stampa Ansa il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari.
“La situazione è nella norma”, ha detto Versari, a parte qualche inconveniente legato all’incendio che nella serata di domenica 17 gennaio ha interessato il deposito di autobus di Seta a Reggio, “ma mi hanno assicurato che è stato compensato il numero di corse”.
A Bologna, come accaduto al liceo scientifico Fermi, il 30% degli studenti si è astenuto dal tornare in aula, preferendo per motivi precauzionali continuare a seguire le lezioni tramite didattica a distanza, mentre il 70% è tornato regolarmente a scuola. “Ce lo aspettavamo che qualcuno si astenesse per protesta”, ha ammesso Versari, “non ci scandalizziamo. Gli adulti, in questi giorni, hanno offerto ai ragazzi due specchi con immagini diverse: una che enfatizzava il diritto alla salute e una il diritto all’istruzione, entrambi diritti fondamentali. Se i due specchi non danno un’immagine coincidente, gli adolescenti inevitabilmente si schierano da una parte o dall’altra”.







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