Nella mattinata di martedì 19 gennaio in Emilia-Romagna è stata superata la quota dei 120mila vaccini somministrati, che in questa prima fase sono riservati – come da indicazioni ministeriali – a chi lavora nella sanità regionale (medici, infermieri e operatori) e a operatori, operatrici e ospiti/degenti delle case residenza per anziani.
“Siamo tra le regioni che vaccinano di più in Italia, e quella che lo fa di più in assoluto in rapporto alla popolazione”, ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Un risultato “che stiamo ottenendo grazie all’impegno senza sosta delle aziende sanitarie, di medici, infermieri e operatori”.
Nella giornata di lunedì 18 gennaio sono iniziati i cosiddetti “richiami”, ovvero la somministrazione della seconda dose del vaccino ai soggetti che erano stati vaccinati per primi: “Un passaggio imprescindibile per l’efficacia del vaccino stesso”, ha ricordato Bonaccini. La Regione sta lavorando a un piano vaccinale regionale che, da febbraio/marzo, quando la campagna verrà estesa al resto della popolazione, triplichi lo sforzo attuale di somministrazione, che oggi si attesta tra le 8mila e le 10mila dosi giornaliere. L’obiettivo è quello di vaccinare l’80% della popolazione emiliano-romagnola entro fine settembre per arrivare il prima possibile alla cosiddetta “immunità di gregge”.
“L’Emilia-Romagna è pronta”, ha aggiunto Bonaccini: “Proseguiamo a vaccinare. Noi vogliamo accelerare, e siamo in grado di farlo. Per questo ci siamo rivolti al governo, al ministro Speranza e al commissario Arcuri, perché la riduzione della fornitura Pfizer-BioNtech che registriamo questa settimana sia solo temporanea: che la fornitura torni regolare già dalla prossima settimana, compreso il recupero delle dosi non arrivate in questi giorni. Su questo il governo, così come l’Unione Europea, devono vigilare e non arretrare di un centimetro: le dosi acquistate devono arrivare nei territori, la campagna di vaccinazione deve proseguire a pieno ritmo. Punto. È il momento della serietà e della responsabilità. Questa battaglia è troppo importante. La dobbiamo combattere tutti insieme, non c’è tempo da perdere”.






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