Il tribunale penale del Cairo ha fissato a domenica 17 gennaio la data della nuova udienza per l’eventuale rinnovo della custodia cautelare in carcere di Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna (dove stava frequentando il master europeo Gemma in studi di genere) fermato il 7 febbraio del 2020 dalla polizia all’aeroporto del Cairo, in Egitto, dove si era recato per trovare i suoi parenti e i suoi amici, e detenuto ininterrottamente da allora nel carcere di Tora.
“Continuiamo a chiedere fermamente la sua libertà e il suo rilascio incondizionato”, ha scritto sui social la rete di attivisti che sostiene la sua innocenza: “Ricordiamo che è stato arrestato arbitrariamente al suo arrivo all’aeroporto del Cairo a febbraio, ed è passato quasi un anno intero dalla sua detenzione ingiustificata”.
Il giovane, collaboratore dell’ong per la difesa dei diritti civili Eipr, è accusato di aver diffuso informazioni dannose per lo Stato egiziano attraverso la sua pagina Facebook, di aver fomentato propaganda sovversiva, di aver pubblicato notizie false sui social network, di promuovere l’uso della violenza e di istigare al terrorismo: secondo Amnesty International rischierebbe fino a 25 anni di carcere.






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Tutto condivisibile, il suo commento, oltre alla serie di NO riferiti alle mega galattiche iniziative della maggioranza che deliziano noi Cittadini...
Avanti così, a stronzeggiare banalità tra ebeti di una parte e tonti dall'altra. Chissenefrega delle strade ridotte a colabrodo, dei marciapiedi impraticabili, del centro deserto
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sicuramente le nostre istituzioni dovrebbero reggere l'urto e far fronte a tutti gli svalvolati e fuori di testa, pardon....persone in stato di fragilita', che ci […]
Ovviamente sfrecciare in monopattino a filo del bordo della banchina ferroviaria....è prassi consolidata e consentita....