“Riteniamo necessario ripartire da una visione unitaria dell’infanzia e dell’adolescenza – rimarcano i Garanti- che riconnetta la dimensione della scuola e dell’istruzione con quella della famiglia, del lavoro e delle comunità locali, dell’ambiente e degli spazi aperti”
“Ripartire da un piano straordinario per l’infanzia e l’adolescenza che, in maniera organica, tenga conto della necessità di dedicare maggiori risorse finanziarie, umane e strumentali al mondo scolastico e agli enti locali attuatori delle politiche per la famiglia”.
I Garanti regionali dell’infanzia e dell’adolescenza scrivono al presidente del consiglio Conte, alla ministra dell’Istruzione Azzolina e al presidente nazionale Anci Decaro manifestando “l’esigenza, in questo delicato momento di ‘ricostruzione’ successivo alla lunga fase emergenziale del Covid-19, di richiamare l’attenzione delle istituzioni sul tema della ripartenza dell’attività scolastica e sul benessere complessivo dei bambini e degli adolescenti”.
La missiva è stata firmata da Clede Maria Garavini (Garante Emilia-Romagna), Ludovico Abbaticchio (Garante Regione Puglia), Camilla Bianchi (Garante Regione Toscana), Fabio Biasi (Garante Provincia Autonoma di Trento), Grazia Maria De Matteis (Garante Regione Sardegna), Mirella Gallinaro (Garante Regione Veneto), Vincenzo Giuliano (Garante Regione Basilicata) Daniela Höller (Garante Provincia Autonoma di Bolzano), Francesco Lalla (Garante Regione Liguria), Leontina Lanciano (Garante Regione Molise), Antonio Marziale (Garante Regione Calabria), Jacopo Marzetti (Garante Regione Lazio), Andrea Nobili (Garante Regione Marche), Paolo Pittaro (Garante Regione Friuli Venezia Giulia), Giuseppe Scialla (Garante Regione Campania) e Ylenia Serra (Garante Regione Piemonte).
“Riteniamo necessario ripartire da una visione unitaria dell’infanzia e dell’adolescenza- rimarcano i Garanti- che riconnetta la dimensione della scuola e dell’istruzione con quella della famiglia, del lavoro e delle comunità locali, dell’ambiente e degli spazi aperti”. In questa fase poi, proseguono, “riscontriamo, con allarme, la mancanza di indirizzi sugli interventi scolastici e socioeducativi nella fascia 0-3 anni e 4-6 anni”.
In particolare, i Garanti sollecitano i destinatari della missiva su tematiche che definiscono “nodali”, chiedendo siano valorizzati gli spazi pubblici esistenti aperti (privilegiando le attività all’aperto) e chiusi (ripensando per il futuro le logiche di edilizia scolastica), che tengano conto anche dei bisogni e delle peculiarità delle differenti età e dei diversi cicli di studio, sia prevista la riduzione del numero degli alunni per classe e sia privilegiata la didattica in presenza. Richiedono poi la promozione di nuovi approcci all’integrazione scolastica, la previsione di maggiori investimenti nell’edilizia scolastica e nella dotazione tecnologica informatica e nuove assunzioni di personale docente e non docente. Infine, sollecitano l’attivazione di presidi socio-psico-pedagogici a sostegno degli alunni, delle famiglie e del personale scolastico e propongono nuovi percorsi formativi rivolti a minori con disabilità. I Garanti chiedono poi un sostegno per le scuole paritarie, in particolar modo per quelle dell’infanzia, a rischio chiusura.
Al termine della missiva gli organi di garanzia propongono poi a Conte, Azzolina e Decaro un incontro per affrontare in modo dettagliato i contenuti del documento.






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