Sinceramente trovo sbagliato e preoccupante il fatto che sabato prossimo il sindaco di Macerata abbia annullato il corteo dell’Anpi contro il fascismo. Trovo discutibile anche la giustificazione che adduce il sindaco del Pd: "Per fare calare la tensione".
Se dopo gli attentati terroristici di Parigi non si fosse fatta la grande manifestazione pubblica nel timore di pubblici disordini, sarebbe stato meglio o peggio?
Io dico peggio.
Lo stesso vale, credo, per Macerata.
Vietare una pubblica manifestazione di sdegno collettivo da parte della società civile per paura di pubblici disordini, se apparentemente allontana immediati timori, non risolve però il problema. Anzi, lo aggrava. E rischia di mettere gli stessi uomini dello Stato e delle istituzioni che appoggiano questa linea in una posizione di difficoltà e ambiguità non facile da spiegare.
E l’imminenza delle elezioni politiche non può rappresentare una ulteriore giustificazione alla decisione di far saltare una manifestazione pubblica.
Il fascismo montante e i ragionamenti sempre più imbevuti di ideologia razzista che stanno caratterizzando sempre più frequenti episodi negli ultimi anni in Italia esigono una presa di posizione forte e autorevole. Occorre ribadire coi fatti, oltre che con le parole, ciò che è nel nocciolo della nostra Costituzione e ciò che non lo è, ciò che è pensiero e comportamento nella legge e ciò che è fuori dalla legge.
Spesso si sente dire: "In democrazia ognuno può avere la propria opinione e scegliere i propri comportamenti". Certo. Ma c’è un limite: la legge che ci siamo dati come comunità vuole che opinioni e comportamenti non ledano la libertà e la sicurezza degli altri, di tutti gli altri.
Chi ha paura dei nuovi fascisti?
Io non ho paura.






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