Alle urne anche a Imola e Salsomaggiore. Due Comuni emiliano-romagnoli tornano al voto, domenica, nel ballottaggio per la scelta del sindaco dopo che nessuno dei candidati, al primo turno di domenica 10 giugno, aveva raggiunto la maggioranza assoluta.

Si tratta di Imola (Bologna) e Salsomaggiore Terme (Parma), per un totale di circa 70mila elettori A Imola la sfida al femminile sarà fra la candidata del centrosinistra Carmen Cappello (che il 10 giugno ha preso il 42%) e quella del Movimento 5 Stelle, Manuela Sangiorgi (29,2%).
A Salsomaggiore, invece, ballottaggio ‘classico’ fra centrodestra e centrosinistra. Il sindaco uscente del Pd, Filippo Fritelli, parte dal 43% contro il 36,8% della candidata del centrodestra, Anna Volpicelli.
Si vota dalle 7 alle 23, lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura delle urne.
Oggi è una giornata di "silenzio elettorale" che precede il giorno del voto di domenica 24 giugno. E’ quindi vietato effettuare comizi, riunioni di propaganda elettorale in luoghi pubblici, nuova affissione di manifesti e diffondere trasmissioni radiotelevisive di propaganda elettorale.
Domenica tornano alle urne 2 milioni e 793mila elettori per il turno di ballottaggio in 75 comuni in cui il 10 giugno scorso non è stato eletto il sindaco e nel III municipio della capitale dove il centrosinistra romano – dopo la vittoria della scorsa settimana all’VIII Municipio – cerca il bis.
Sono 14 sono capoluoghi di provincia interessati – Sondrio, Imperia, Massa, Siena, Pisa, Terni, Viterbo, Brindisi, Avellino, Teramo, Siracusa, Ragusa e Messina – con Ancona l’unico capoluogo di regione. Nei grandi Comuni al voto è in vantaggio il centrodestra in 29, il centrosinistra in 20, i Cinque Stelle sono al ballottaggio a Ragusa, Avellino, Imola e Terni.






Ultimi commenti
Sempre articoli "completi" ricchi di "polpa" culturale, intrisi di rappresentazione di decenni. Come a solito Fangareggi e' sul pezzo, e' un personaggio "intriso" di cultura […]
Un buon risultato che incoraggia, anche per i giovani che possono avviare imprese. Il Governo dunque non è un disastro come dicono il Pd e
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo