Venerdì 21 giugno al Forum Monzani di Modena si è svolta l’assemblea generale dei soci di Coopselios, che è stata l’occasione per presentare a oltre 600 soci e stakeholder intervenuti i risultati dell’esercizio 2018 e le linee e i progetti di sviluppo del gruppo nei prossimi anni.
Il 2018 ha rappresentato un anno importante per Coopselios, che ha portato a termine i grandi cambiamenti profilati nel Piano strategico 2014-2018. A livello economico il 2018 ha sancito per il gruppo un notevole consolidamento del patrimonio e del profilo finanziario, confermando la capacità di Coopselios di produrre ricchezza economica, valore sociale e generare innovazione.
Il valore della produzione è cresciuto ancora, raggiungendo i 130,7 milioni di euro, con un aumento del 4,79% rispetto al 2017. Il patrimonio netto ha fatto registrare un aumento del 38% nel triennio 2016-2018, attestandosi a quota 43,91 milioni, “a conferma – hanno spiegato dalla cooperativa – della natura intergenerazionale di Coopselios e della capacità di promuovere innovazione sociale nelle iniziative di interesse generale per i territori in cui operiamo”.
Il 2018, inoltre, secondo la cooperativa si è caratterizzato “per un’ulteriore ottimizzazione del portafoglio dei servizi in termini sia di tipologia di gestione e sia di durata residua dei contratti; aumentano, infatti, le iniziative promosse da Coopselios e offerte in accreditamento alla pubblica amministrazione, indice della capacità di costruire tra pubblico e privato una partnership che va oltre la fornitura di servizi”.
Sono calate le gestioni di breve periodo a favore dei contratti con durata tra 5 e 10 anni, che sono passati dal 10 al 18%, favorendo così lo sviluppo del capitale umano. Per offrire risposte sempre più personalizzate, inoltre, la cooperativa monitora la soddisfazione dei familiari attraverso interviste che indagano i fattori più rilevanti per assicurare un adeguato standard qualitativo.
A completare il monitoraggio della qualità dei servizi erogati, alle interviste con utenti e familiari Coopselios ha affiancato la rilevazione del grado di soddisfazione degli enti committenti, attestatasi a quota 5,04 su una scala da 1 a 6. Ogni giorno i 3.253 lavoratori di Coopselios si prendono cura direttamente di oltre 6.600 persone in sette regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio, Liguria, Toscana, Veneto e Trentino Alto Adige) per un totale di 1.981.272 giornate di cura ed educazione erogate, oltre al quotidiano supporto ai familiari che frequentano i servizi.
Nel 2018 il gruppo ha erogato ai propri lavoratori – professionisti della cura e dell’educazione – quasi 80mila ore di formazione tecnica e aggiornamento professionale. Il 72% dei lavoratori è socio, con un incremento del 6,4% rispetto al 2017.
È importante ricordare anche i progetti di welfare sociale a sostegno della conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro: gli sportelli sociali, il Piano sanitario integrativo, le convenzioni, le campagne di prevenzione sulla salute. Nel 2018 sono stati pari a oltre mezzo milione di euro i benefici economici che il consiglio di amministrazione di Coopselios ha riconosciuto ai soci sotto forma di riconoscimento sociale e dividendo sul capitale.
Rilevanti anche i progetti strategici che hanno consentito al gruppo di creare progettualità a lungo termine, innovazione sociale e una sempre maggiore personalizzazione dei servizi. A novembre del 2018, ad esempio, Coopselios e la Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi hanno stipulato un accordo quadro per l’innovazione, la ricerca e la progettazione nel campo dei servizi educativi in Italia e all’estero.
Il 2018 è stato inoltre caratterizzato dal consolidamento del fondo immobiliare Innovazione Salute: lanciato nel 2017, si è sviluppato grazie all’accordo con Cattolica Assicurazioni, investitore di maggioranza e unico player assicurativo. L’operazione immobiliare prevede investimenti fino a 150 milioni di euro, offrendo così prospettive di sviluppo e occupazione a soci e lavoratori di Coopselios.
Rispetto al tema dell’innovazione nei servizi, infine, è da menzionare il Centro polifunzionale Nuova Oti di Sorbolo, in provincia di Parma: un nuovo modello di servizio offerto attraverso attività di consulenza, orientamento e un approccio più globale all’accoglienza e alla presa in carico dell’intera famiglia, e non solo dell’anziano fragile. Il 73% dei progetti di inserimento nella residenza è finalizzato al rientro al domicilio, con l’attivazione di servizi a supporto della domiciliarità.






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