Reggio piange Carlo Baldi: il cordoglio e il ricordo di chi lo ha conosciuto

Carlo Baldi – NF

Sabato 26 settembre è morto, all’età di 87 anni, Carlo Baldi: è stato commercialista, economista, docente universitario, amministratore pubblico, uomo delle istituzioni e della vita economica reggiana, ed è considerato uno dei padri della sede reggiana dell’università.

“Con Carlo Baldi perdiamo una persona che ha amato profondamente Reggio Emilia”, sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi: “Il suo impegno a favore dell’affermazione di Reggio come città universitaria è un’eredità importante: senza l’entusiasmo di quegli anni, la capacità di costruire attenzione e consenso attorno a un progetto che all’inizio era solo un’idea, la volontà di coinvolgere i principali attori cittadini – dalle istituzioni alle imprese – oggi non avremmo questo patrimonio straordinario di alta formazione che è l’università a Reggio, e che ha continuato il suo percorso affermandosi anno dopo anno”.

Baldi, prosegue Mammi, “ha avuto la visione di vedere fin da subito il valore potenziale di quella scelta, per poi perseguirla, cogliendo l’importante prospettiva di dotare il territorio di Reggio di un sistema universitario strutturato, capace di attrarre talenti e competenze sul nostro territorio. Alla famiglia di Carlo Baldi vanno le mie più sentite condoglianze e un ringraziamento sentito per questa sua visione che è diventata prima impegno e poi concreto progetto a favore della città e dell’intera provincia, del suo tessuto economico, culturale e sociale”.

“Reggio ha perso un gigante”, secondo Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale: “Carlo Baldi deve essere ricordato, giustamente, come uno degli uomini che hanno reso possibile l’arrivo dell’università in città. Ma l’università non fu un’intuizione isolata: fu il risultato naturale di una visione molto più grande, di un saper unire e fare insieme che oggi manca drammaticamente nel governo della cosa pubblica”.

Per Papaleo, Baldi è stato “un reggiano straordinariamente consapevole del potenziale di questa terra, cui mise a disposizione una qualità rara: saper leggere il territorio mentre cambiava. Capiva la complessità, vedeva prima degli altri le trasformazioni sociali ed economiche e diede a Reggio un posto preciso dentro quel futuro che stava arrivando. Baldi non si limitò a immaginare: ha costruito per una vita intera relazioni, mettendo insieme forze diverse, cercando punti di incontro tra istituzioni, lavoro, impresa, cultura e società civile. È questa, forse, la sua eredità più forte: averci insegnato che una comunità cresce quando riesce a tenere insieme le sue energie e a trasformare le differenze in un progetto comune. Una lezione modernissima che ora parla a tutti, soprattutto a chi ha responsabilità pubbliche: governare la Reggio non significa dividerla in buoni e cattivi, ma darle una direzione. Alla famiglia di Carlo Baldi va l’abbraccio della Cisl di Reggio. Alla nostra città resta il compito più difficile: non limitarsi a ricordare ciò che ha fatto, ma custodire il suo modo di guardare avanti”.

“Ho avuto l’onore di collaborare con Carlo Baldi dal 1994 al 2004 e di condividere con lui uno dei passaggi più importanti della storia culturale della nostra città: la nascita e il consolidamento dell’università a Reggio”, ricorda Pinuccia Montanari, oggi coordinatrice del Comitato scientifico dell’Ecoistituto ReGe ma in passato assessora comunale a Reggio.

“A me fu affidato il compito di istituire e consolidare la biblioteca universitaria. Insieme a Carlo ho vissuto il complesso passaggio da quella che allora era la Reggio città degli studi alla nascita di Unimore. Collaboravo con lui anche attraverso la gestione dell’ufficio stampa di Rcs, della Fondazione Studium Regiense e dei laboratori universitari che Carlo aveva creato e animato insieme al professor Luigi Grasselli, all’avvocata Celestina Tinelli e ad altri importanti esponenti del mondo accademico e culturale. In quegli anni organizzammo tantissimi eventi di elevato livello culturale, contribuendo a fare di Reggio un luogo di incontro e di confronto aperto alla cultura, all’università e alla ricerca”.

Montanari ricorda in particolare un episodio “che ancora oggi mi emoziona. Parlando con Carlo gli raccontai di avere un amico a New York che avrebbe potuto metterci in contatto con il premio Nobel per l’economia Franco Modigliani. Carlo ne fu entusiasta. Un pomeriggio lo contattammo telefonicamente e, grazie a quella telefonata, il primo ottobre 1996 Franco Modigliani fu a Reggio, al teatro municipale Valli, per una lectio magistralis. Quell’episodio racconta bene chi era Carlo: una persona capace di trasformare un’idea in un progetto concreto, con determinazione, competenza culturale e straordinaria capacità organizzativa”.

“Sono convinta che, se oggi esiste l’università a Reggio, fondamentalmente il merito appartenga a Carlo Baldi, alla sua visione e alla sua tenacia. Iniziava prestissimo a lavorare. Più volte mi è capitato di essere svegliata alle cinque del mattino da una sua telefonata: aveva già un’idea, un progetto, un’iniziativa da realizzare e spesso qualcosa che, nella sua visione, avrebbe dovuto essere pronto… per le otto! Ricordo anche il nostro impegno per l’assemblea annuale, nella Sala del Tricolore, dell’Associazione nazionale degli ingegneri gestionali”.

“Conservo con particolare affetto un suo dono: il suo bel libro ‘Dialoghi in Provenza’. È un ricordo prezioso di una persona con cui ho condiviso dieci anni di lavoro, di idee, di progetti e di entusiasmo. A Carlo devo anche parte di ciò che ho vissuto in quegli anni straordinari per Reggio. Esprimo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutti gli amici, collaboratori e compagni di viaggio che gli sono stati vicini e che, come me, hanno avuto la fortuna di condividere con lui la grande avventura della nascita dell’Università a Reggio. Grazie, Carlo”.

“Con la scomparsa di Carlo Baldi Reggio perde uno dei suoi uomini più visionari”, secondo il consigliere provinciale di Forza Italia Giuseppe Pagliani, “capace di pensare una Reggio futura meritevolissima nell’approdo dell’università nella nostra città, sicuramente uno dei professionisti più conosciuti in senso assoluto d’Emilia e al di fuori del territorio reggiano e regionale. Ha saputo essere amministratore municipale ma poi anche oppositore dei governi di centrosinistra locali, capendo sin dai tempi che la visione di chi governa da decenni Reggio è corta”.

“Lui invece fu in grado di immaginare la nostra città inserita in un contesto italiano ed europeo, rilanciandone le qualità e mettendola al centro anche di grandi operazioni economiche e finanziarie che il suo studio negli anni ha potuto seguire e sviluppare. Mi dispiace molto della perdita dell’amico Carlo, col quale ho scambiato molto spesso riflessioni sulla politica reggiana e nazionale in tanti anni di militanza nelle amministrazioni reggiane: l’azione di Carlo è un esempio che Reggio deve tenere in grande considerazione anche per le scelte amministrative e politiche del futuro, perché la linea da lui intrapresa, suggerita e portata avanti ha modificato in meglio la nostra città”.



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