Radicalizzazione centrosinistra, Tarquini: “Su Delrio fuoco amico, ma ha responsabilità”

Giovanni Tarquini Reggio Civica Reggio Emilia – FBGT

L’amarezza di Graziano Delrio per quella che il senatore reggiano definisce “radicalizzazione del centrosinistra” “è il segno di una fase estremamente delicata che sta attraversando non solo la sinistra, ma l’intera politica nazionale e locale”, commenta il consigliere comunale della lista civica Per Reggio Emilia Giovanni Tarquini.

Ma per Tarquini nemmeno lo stesso Delrio è esente da colpe: “Chi oggi critica la deriva radicale della sinistra e tenta invano di resistere con proposte che vengono affondate con tanta accuratezza dal fuoco amico (come ad esempio il ddl sull’antisemitismo o l’invito a intervenire per migliorare la sicurezza delle città, abbandonando anacronistici retaggi ideologici) è il primo responsabile, anche a livello locale, di quel patto tra la sinistra e laboratori di manipolazione culturale o fucine di propaganda, che non hanno portato nulla di positivo e di concreto ai cittadini in termini di senso civico, cura della città e benessere della collettività”.

Il senatore Delrio, riconosce Tarquini, “oggi invita i suoi compagni del campo largo alla prudenza e all’equilibrio su temi come la guerra in Ucraina, il Medio Oriente, l’antisemitismo: in questo, da civici, dunque politicamente apolidi, senza dubbio lo seguiamo. Ma quella stessa prudenza e quello stesso equilibrio sarebbero stati necessari e sicuramente molto utili se fossero stati esposti e attuati ben prima di far cadere sulle spalle dei cittadini reggiani le macerie di vicende come il Park Zucchi e il bosco di Ospizio; e, ancor di più, ben prima di concentrare investimenti così cospicui sulla parte nord della città senza prima considerare il facile e prevedibile effetto devastante per il centro storico”.

A questo punto, chiede Tarquini, “l’ex sindaco Delrio, a tutt’oggi senatore, ammetta chiaramente di aver imboccato a suo tempo una strada sbagliata. Sarebbe una presa di coscienza doverosa per arginare quel radicalismo al quale, negli anni, si sono affiancati diversi esponenti della sinistra moderata, le cui reazioni oggi sono difficilmente controllabili. Si tratterebbe semplicemente di un atto di responsabilità politica. Sgombri il campo da ipocrisie e facili equivoci, lo ammetta e si guardi avanti senza più commettere altri errori fatali”.



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