Nuovo anno scolastico, l’arcivescovo Morandi: “Dare vita a una comunità educante”

monsignor Giacomo Morandi arcivescovo diocesi Reggio-Guastalla – DRG

“Cari alunni, cari docenti e personale non docente, care famiglie, in queste settimane l’anno scolastico ha ormai preso il via, portando nelle aule e nei laboratori delle nostre scuole i circa 8 milioni di allievi e i 900.000 docenti che, nei prossimi mesi, li trasformeranno in un luogo di crescita, di formazione, di dialogo. Vi attende un compito importante, delicato e affascinante, fatto di lezioni, verifiche, esercitazioni, ma soprattutto di persone che, insieme, danno vita a una comunità educante”.

Inizia così la lettera scritta dall’arcivescovo Giacomo Morandi, vescovo della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, in occasione dell’avvio dell’anno scolastico 2026-2027.

“Alunni, personale docente e non docente, famiglie vivranno i prossimi mesi in un costante dialogo fatto di ascolto e di fiducia, per una crescita comune che, come ricorda papa Leone nella Magnifica Humanitas al numero 143: ‘La scuola è il luogo in cui le nuove generazioni possono imparare a cercare e amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità di ogni persona. Per questo molti genitori, che desiderano che i figli crescano capaci di relazione, di senso critico, di valori solidi, ripongono in essa grandi attese, come preziosa alleata nell’educazione dei loro figli. Ai genitori spetta, infatti, il diritto primario e inalienabile di scegliere il tipo di istruzione e di formazione da impartire ai figli, coerentemente con le proprie convinzioni morali, culturali e religiose’”.

“Alla luce di queste parole del Pontefice”, prosegue l’arcivescovo Morandi, “la vocazione alla quale siamo chiamati è quella di favorire, incrementare e far crescere l’alleanza educativa tra gli alunni, le famiglie e tutto il personale scolastico, che testimonia con generosità e professionalità la sua missione educativa”.

“Sempre papa Leone, al numero 147, ricorda che ‘La Dottrina sociale della Chiesa invita famiglie, scuole, comunità cristiane e istituzioni pubbliche a un’alleanza educativa rinnovata. Essa diventa concreta quando i principi fondamentali si traducono in mete educative: educare alla sobrietà e al senso del limite; educare al riconoscimento del diritto dell’altro e di chi verrà dopo di noi a godere dei beni che ci sono donati, o che l’ingegno umano rende disponibili; educare alla libertà e alla responsabilità; educare al senso della trascendenza e al bene comune. La scuola non è chiamata a inseguire la velocità del mondo digitale, ma a offrire ciò che il digitale da solo non può dare: tempo condiviso per apprendere e relazioni affidabili’”.

Per mons. Morandi “i cambiamenti che stanno attraversando il nostro tempo, a volte sconvolgendolo, passano anche per i corridoi delle nostre scuole. Tuttavia, nel cuore di ogni uomo e di ogni donna rimangono presenti le domande che danno senso alla vita di ciascuno. Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Per questi interrogativi non ci sono limiti di età, ma sono il fuoco che alimenta quell’atteggiamento di ricerca costante, di volontà di crescita, di essere compagni fidati nel cammino della vita. E anche l’insegnamento della religione cattolica può sollecitare riflessioni e offrire risposte a tali interrogativi”.

“I giorni che ci attendono sono la storia alla quale attingere le radici della memoria, sono il futuro al quale guardare con fiducia e speranza, sono il presente nel quale imparare a tenere alto lo sguardo sulla vita delle nostre famiglie, delle nostre città, della nostra nazione. Soprattutto, sono il tempo delle persone, delle relazioni, degli incontri, con i quali potremo essere quella comunità nella quale si impara, attraverso l’alleanza educativa, a crescere come persone di cuore, a fare dei limiti e degli errori l’occasione per cambiare, a fare squadra alleandosi per educare insieme”.

“Buon anno a voi, alunni, docenti, personale scolastico e famiglie!”, conclude l’arcivescovo: “Per voi e per tutti coloro che vivono la scuola, invochiamo la benedizione del Signore”.



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