L’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Reggio Emilia guarda con attenzione alla prossima legge di bilancio del governo Meloni e sollecita misure concrete per sostenere le imprese delle costruzioni, a partire dalle compensazioni per il caro materiali e dalla definizione di una programmazione pluriennale degli investimenti pubblici.
Tra gli arretrati maturati nel 2024 e nel 2025 e gli 1,8 miliardi accumulati nel 2026, alle imprese del comparto devono essere ancora corrisposti complessivamente 3,8 miliardi di euro: per Franco Morari, presidente dell’Ance reggiana, “sono risorse indispensabili, che non possono più essere rinviate. Non si può continuare a chiedere alle aziende di sostenere finanziariamente per anni il peso degli aumenti dei materiali”.
Le imprese edili reggiane si uniscono dunque all’appello del presidente nazionale di Ance, che proprio in questi giorni ha richiesto l’apertura di un tavolo strutturale tra governo e settore delle costruzioni, un comparto che rappresenta circa il 12% del Pil italiano e occupa 1,7 milioni di persone: il confronto dovrà affrontare le criticità che da anni condizionano il settore e delineare una strategia di lungo periodo capace di sostenere investimenti, competitività e crescita.
Una delle priorità riguarda il futuro del comparto dopo la fine della fase straordinaria del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo l’Ance, le imprese edili hanno dimostrato di saper rispondere alla sfida: a luglio risultava ultimato l’80% degli interventi. Un piano, il Pnrr, che, avendo rappresentato circa il 30% degli investimenti in opere pubbliche, ha impresso senza dubbio una spinta significativa al settore.
Ora, però, “dobbiamo evitare che alla forte accelerazione degli ultimi anni segua una nuova fase di stagnazione”, avverte Morari: “Occorre una programmazione pluriennale stabile, sostenuta da investimenti certi e continui, valorizzando anche i fondi strutturali e di coesione europei, la cui capacità di spesa resta ancora troppo limitata”.
Tra i temi indicati dall’Ance reggiana ci sono anche le politiche per la casa, per le quali il Piano Casa offre potenzialità “che dovranno essere accompagnate da risorse adeguate e da condizioni capaci di garantire la sostenibilità economica degli interventi”.
Preoccupa, invece, la forte contrazione dei finanziamenti bancari alle costruzioni: per l’associazione un eventuale aumento dei tassi, insieme alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie e alla pressione dei costi dei materiali, “rischierebbe di frenare nuovamente la domanda privata”.






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