Sono salite a quota 26 le persone denunciate per gli scontri scoppiati nella tarda serata del 20 luglio scorso nel centro storico di Bologna al termine della manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir, l’uomo marocchino di 42 anni deceduto il giorno precedente nel quartiere Pilastro durante un intervento “contenitivo” da parte di due agenti della Polizia di Stato.
A fare il punto sulle indagini è stata la stessa Questura di Bologna, che ha ricordato come inizialmente le denunce erano state undici, con un arresto in flagranza di reato; dopo la minuziosa analisi dei video di quella serata, caratterizzata da scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, altre quindici persone sono state denunciate con l’accusa – a vario titolo – di devastazione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lancio di oggetti in occasioni di manifestazioni pubbliche e travisamento.
Alle 26 denunce si aggiungono anche due sanzioni amministrative e quattro provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi urbani. Le indagini, tuttavia, non sono ancora terminate: al vaglio degli investigatori ci sono infatti altre possibili identificazioni e posizioni ancora in corso di definizione, motivo per cui il numero complessivo di denunce potrebbe anche aumentare ulteriormente.
Durante quelle ore di guerriglia urbana furono 64 gli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti, senza contare i sei mezzi della polizia danneggiati, le vetrine infrante di negozi e banche e altri danni in varie zone del centro storico di Bologna.






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