L’Emilia saluta Guccini: “Addio Maestro”

guccinini_new

L’Emilia saluta Francesco Guccini. La morte del cantautore modenese, scomparso questa mattina a 86 anni nella sua casa di Pàvana, ha provocato una lunga serie di reazioni dal mondo della politica, della cultura e della musica. Un cordoglio che in Emilia-Romagna assume un significato particolare, per il rapporto profondo che Guccini ha sempre mantenuto con la sua terra.

«Oggi l’Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro», scrivono il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni. Guccini, ricordano, è stato «uno dei nostri più grandi artisti», capace di raccontare la terra emiliana, le persone, le bellezze e le nostalgie delle loro vite.

La Regione annuncia anche l’impegno a custodire e valorizzare la sua opera. Un primo passo è già stato compiuto con la mostra Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo, presentata nei mesi scorsi a Bologna e allestita allo Spazio Gerra di Reggio Emilia. «Un ultimo dono dolce-amaro che Guccini ci ha lasciato», affermano de Pascale e Allegni, chiudendo il loro messaggio con «Farewell, grande Maestro».

A Bologna il sindaco Matteo Lepore parla di «lacrime di Bologna e dell’Italia intera». «Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, il sapore della terra e delle radici». Bologna proclamerà il lutto cittadino.

Anche Modena, dove Guccini era nato il 14 giugno 1940, proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Il sindaco Massimo Mezzetti affida il ricordo anche alla propria esperienza personale: «Ognuno di noi ha un proprio Guccini». Mezzetti racconta di essere cresciuto con le sue canzoni e ricorda il rapporto mai interrotto del cantautore con la città natale, quella «piccola città, bastardo posto» consegnata a uno dei suoi versi più celebri. «Modena perde uno dei suoi figli più illustri».

Stefano Bonaccini sceglie poche parole: «Ci ha lasciato Francesco Guccini. Paroliere, cantautore e poeta nato “tra la via Emilia e il West”. Addio maestro, mancherai tantissimo».

Ancora più asciutto Pier Luigi Bersani: «Un minuto di silenzio. E poi torniamo a cantarlo».

Tra i ricordi più personali c’è quello di Romano Prodi, che Guccini era andato a trovare poche settimane fa. «Perdo un amico», scrive l’ex presidente del Consiglio. «Mi piaceva chiacchierare con lui e mi mancherà poterlo fare ancora». Per Prodi le canzoni di Guccini hanno segnato la cultura di intere generazioni e raccontato un’Emilia alla quale era legato da un rapporto profondo.

Il saluto arriva anche dai grandi nomi della musica emiliana.

Gianni Morandi ricorda gli incontri con Guccini e «le storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita». Poi la frase più semplice: «Se n’è andato un vero poeta».

Luciano Ligabue affida ai social poche righe, tra ammirazione e affetto personale: «Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene».

Parole diverse che convergono sullo stesso punto. Guccini non è stato soltanto un grande cantautore nato in Emilia. Dell’Emilia ha raccontato il paesaggio umano, la memoria, le osterie, l’Appennino, Bologna e Modena, la politica, le generazioni, il tempo che passa.

Per questo oggi la sua terra lo saluta come uno dei propri grandi narratori.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu