È morto Francesco Guccini, addio al Maestrone

Francesco Guccini – PeD

È morto Francesco Guccini. Il cantautore, scrittore e poeta dell’Emilia si è spento oggi, giovedì 6 agosto, nella sua casa di Pàvana, sull’Appennino tosco-emiliano. Aveva 86 anni. Le esequie si svolgeranno in forma privata, mentre per settembre è prevista una cerimonia pubblica di commemorazione.

Nato a Modena il 14 giugno 1940, Guccini è stato uno dei protagonisti assoluti della canzone d’autore italiana. Più di mezzo secolo di attività, album entrati nella storia della musica, libri, racconti, romanzi e soprattutto una lingua inconfondibile, capace di tenere insieme cultura alta e osterie, politica e memoria, ironia e malinconia.

La sua geografia era quella emiliana. Modena, Bologna, la via Emilia, l’Appennino, le osterie, i paesi, le stazioni, le case e le generazioni cresciute tra il dopoguerra e gli anni della contestazione. Pàvana, dove aveva trascorso gli anni dell’infanzia e dove era tornato a vivere, era diventata negli ultimi decenni il suo luogo nel mondo.

Dagli esordi degli anni Sessanta alla lunga stagione dei concerti, Guccini ha attraversato la storia italiana senza assumere mai la forma della star. Dio è morto, La locomotiva, Eskimo, Cyrano, L’Avvelenata, Auschwitz, Incontro, Autogrill, Canzone delle osterie di fuori porta, Via Paolo Fabbri 43 sono entrate nel patrimonio della musica e della cultura italiana.

Da anni aveva lasciato i concerti e aveva concentrato il proprio lavoro sulla scrittura. Le sue condizioni di salute avevano ridotto anche le apparizioni pubbliche.

Una delle ultime era avvenuta proprio a Reggio Emilia.

Lo scorso 2 maggio Guccini aveva sorpreso il pubblico arrivando ai Chiostri di San Pietro per l’incontro collegato alla mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, allestita allo Spazio Gerra e ancora aperta fino al 18 ottobre. Era la prima volta che usciva di casa dopo diciotto mesi.

Seduto davanti al pubblico reggiano aveva raccontato la propria vita e il proprio lavoro con l’ironia rimasta intatta. Aveva anche ribadito di sentirsi ormai soprattutto uno scrittore.

Quella mostra assume oggi un significato diverso. Fotografie, parole, libri, canzoni e luoghi ricostruiscono il mondo di un autore che dell’Emilia non ha raccontato soltanto il paesaggio, ma una cultura e un carattere.

Guccini apparteneva a una generazione irripetibile della canzone italiana, quella che ha trasformato la forma-canzone in letteratura popolare. Lo chiamavano il Maestrone, soprannome che lui portava con la consueta ironia.

Con Francesco Guccini se ne va una delle grandi voci del Novecento italiano. E per l’Emilia qualcosa di più: uno dei suoi narratori più profondi.



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