“Si è trattato di un’opera volontaria, cosciente e ben congegnata che faremo valere nel processo nella ricerca della verità”: è convinta di questo l’avvocata Deborah De Cicco, che ha assunto l’incarico di legale difensore di Giovanni Esposito, fratello di Monica Esposito, la donna di 55 anni morta a luglio, poco più di due mesi dopo essere stata investita – lo scorso 16 maggio – nel centro storico di Modena dall’auto lanciata a tutta velocità sulla folla di passanti da Salim El Koudri.
Giovanni Esposito, sottolinea l’avvocata, “è il fratello di una donna deceduta a causa dell’azione di un soggetto che ha fatto piombare la città nel terrore, e va rispettato e accolto, anche nelle sue legittime doglianze, dalle istituzioni, dalla politica e dalla stampa tutta, e il cui dissenso pacifico e democratico non può essere soffocato”.
Fino a prova contraria, sostiene De Cicco, “El Koudri ha deliberatamente attentato alla vita di tutti, per cui si respinge al mittente la qualifica di ‘tragico evento’ e di ‘pedoni investiti’, laddove si è trattato di un’opera volontaria, cosciente e ben congegnata”.
“Certamente”, conclude l’avvocata, “attendiamo l’esito delle indagini e della perizia psichiatrica, ma le modalità operative, le pregresse email di odio sociale dallo stesso inviate e la valutazione del giudice per le indagini preliminari di Modena al momento convergono verso il nostro convincimento”.






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