A distanza di alcuni giorni dal violento temporale che nella mattinata di lunedì 20 luglio ha flagellato il territorio della Bassa reggiana, accompagnato da una grandinata di eccezionale intensità (con chicchi che, in alcuni casi, hanno raggiunto dimensioni fino a 10 centimetri di diametro), il Comune di Reggiolo ha concluso la prima ricognizione dei danni subiti dal patrimonio pubblico.
Le prime stime delineano un quadro della situazione particolarmente pesante: i danni agli edifici e agli impianti comunali ammontano a 266.570 euro. Una cifra che, come detto, riguarda esclusivamente il patrimonio pubblico e non tiene conto dei danni riportati da abitazioni, attività produttive, aziende agricole, veicoli e altri beni privati, per i quali le valutazioni sono ancora in corso.
Tra i costi più rilevanti che il Comune di Reggiolo dovrà sostenere figurano: 70.000 euro (più Iva) per rifare la copertura della sede della Croce Rossa; 51.200 euro (più Iva) per ripristinare la copertura del centro sociale Nino Za (comprensivo della sostituzione di 17 lucernari); 94.800 euro (più Iva) per ripristinare gli impianti fotovoltaici installati sugli spogliatoi del campo da tennis, sul centro sociale Nino Za, sulla scuola dell’infanzia, sulla palestra Magnani e sulla scuola primaria – con 79 pannelli fotovoltaici e un impianto solare termico gravemente danneggiati dalla grandine.
“Ci troviamo di fronte a un evento atmosferico di una violenza che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata eccezionale”, sottolinea il sindaco Roberto Angeli: “In pochi minuti la grandine ha provocato danni ingenti al patrimonio pubblico e privato, lasciando segni evidenti su tutto il nostro territorio. Quello che più ci preoccupa è, però, la frequenza con cui questi fenomeni si stanno verificando”.
Solo la settimana precedente un altro forte temporale, accompagnato da raffiche di vento molto intense, aveva creato grande apprensione: fortunatamente, in quell’occasione, i danni erano stati limitati alla caduta di alcuni rami e di piccole piante, senza particolari conseguenze per edifici e persone.
Il 20 luglio, invece, il bilancio è risultato decisamente più pesante: “È evidente che stiamo assistendo a un cambiamento delle condizioni climatiche che rende sempre più frequenti eventi estremi, improvvisi e di forte intensità. Le amministrazioni comunali si trovano sempre più spesso a fronteggiare situazioni emergenziali che comportano costi enormi e che mettono a dura prova la capacità di intervento degli enti locali”.
Per questo, prosegue il sindaco Angeli, “auspichiamo che la Regione Emilia-Romagna e il governo possano riconoscere lo stato di emergenza per questo evento, consentendo l’attivazione di misure straordinarie a sostegno dei territori colpiti. Sarebbe un aiuto fondamentale non solo per i Comuni, ma soprattutto per le famiglie, le imprese e il mondo agricolo che hanno subìto danni molto rilevanti”.
Particolarmente delicata è la situazione degli impianti fotovoltaici colpiti dalla grandinata: sempre più spesso, infatti, le compagnie assicurative limitano le coperture, oppure applicano franchigie elevate e condizioni particolarmente restrittive per questa tipologia di danni, rendendo il ripristino dei pannelli un costo molto difficile da sostenere. Un problema che riguarda sia gli impianti pubblici sia quelli installati da famiglie e imprese che, negli ultimi anni, hanno investito nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nella transizione energetica.
Per Angeli, dunque, “è fondamentale che in caso di riconoscimento dello stato di emergenza vengano previste misure di sostegno specifiche anche per il ripristino degli impianti fotovoltaici danneggiati, una criticità destinata purtroppo a diventare sempre più frequente con l’intensificarsi degli eventi atmosferici estremi”.
L’amministrazione comunale di Reggiolo continuerà anche nelle prossime settimane la raccolta delle segnalazioni e l’aggiornamento della ricognizione dei danni, “affinché il quadro complessivo possa essere trasmesso alla Regione Emilia-Romagna e agli organi competenti per la valutazione delle misure di sostegno da attivare”.






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