Cabina di regia, Tarquini: “È un palese commissariamento politico di Massari”

Giovanni Tarquini La sfida riformista – ER

L’istituzione della cosiddetta “cabina di regia”, la soluzione emersa durante il vertice della coalizione di centrosinistra convocato nei giorni scorsi nella sede reggiana del Partito Democratico, che prevede riunioni a frequenza mensile tra i partiti della maggioranza per sostenere la traiettoria della giunta Massari, “non è il fisiologico tagliando di metà mandato, ma un palese commissariamento politico”.

Ne è convinto Giovanni Tarquini, consigliere comunale e capogruppo della lista civica Per Reggio, che bolla l’iniziativa come “una surreale giunta ombra incaricata di affiancare e di fatto vigilare sull’operato del sindaco”.

“Ne avevamo ormai più che un abbondante sospetto”, spiega il consigliere, affiancato in questo affondo anche da Matteo Marchesini dell’Associazione Reggio Civica, “ma ora la nascita di questa cabina di regia svela l’inadeguatezza del sindaco Massari, messo sotto tutela dalla sua stessa maggioranza. Nessuna sorpresa. Viene data forma, la peggiore, alla sostanza: la più dannosa che la nostra città abbia mai vissuto. C’è un limite oltre il quale il pragmatismo politico scivola nella resa. E a Reggio questo confine è stato ampiamente superato”.

La nascita di questo organismo “svela una verità lampante”, secondo Tarquini: “La giunta Massari, priva di una visione autonoma e capace di inanellare una lunga serie di errori devastanti, l’ultimo, in ordine di tempo, quello del voto di maggioranza contro una loro delibera (!), viene ufficialmente messa sotto tutela dai partiti che l’hanno sostenuta. Se per governare la città il sindaco ha bisogno di una stampella mensile, che nella realtà è quotidiana, formata dai segretari provinciali e dai capi della coalizione, chi guida davvero il Comune? La risposta è evidente: il partito dalle sue cupe stanze. Come del resto accade in varie modalità dall’era Delrio in poi”.

“Chi risponde allora ai cittadini delle grandi scelte, o della drammatica assenza di un vero organo di governo?”, si chiede Tarquini: “Questo asfissiante controllo giunge mentre Reggio soffre di un profondo smarrimento identitario. Parma e Modena si concentrano sulle priorità del rilancio economico; la nostra città, invece, si perde in una micro-amministrazione fatta di piantumazioni e ciclabili, lasciando nel limbo le grandi vere sfide infrastrutturali”.

I reggiani, conclude il consigliere, “di certo non possono accettare di rimanere ostaggio dei bilancini e delle correnti. Governare significa assumersi la responsabilità delle scelte. Con questa giunta ombra, Massari ha firmato la propria definitiva resa politica. Una città complessa non può essere amministrata da chi, per fare un passo, deve chiedere ai suoi padroni se va bene”.



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