L’Emilia-Romagna si conferma al secondo posto tra le regioni italiane nell’ultimo monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), curato dal Ministero della Salute e relativo all’anno 2024.
I livelli essenziali di assistenza sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro il pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Sono divisi in tre macroaree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale, assistenza ospedaliera.
Il sistema di monitoraggio ministeriale assegna a ciascuna Regione un punteggio da zero a cento per ciascuna delle tre macroaree: la soglia della sufficienza è fissata a quota 60 punti e deve essere raggiunta in ognuna di esse, senza possibilità di compensare un eventuale risultato negativo in una delle macroaree (cioè inferiore ai 60 punti) con le performance ottenute nelle altre due.
L’Emilia-Romagna ha totalizzato 282 punti (su un massimo di 300), migliorando la prestazione dell’anno precedente: ha ottenuto 97 punti nella macroarea della prevenzione collettiva/sanità pubblica (dove è seconda in Italia, dietro la Provincia autonoma di Trento), 94 punti in quella dell’assistenza distrettuale (anche in questo caso è seconda, dietro al Veneto) e 91 punti in quella dell’assistenza ospedaliera (dove è terza, dietro Veneto e Provincia autonoma di Trento). Solo il Veneto ha fatto complessivamente meglio e precede l’Emilia-Romagna nella graduatoria generale.
“Questo riconoscimento conferma la qualità del sistema sanitario pubblico della nostra regione”, sottolineano il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore alle politiche per la salute Massimo Fabi: “È il frutto di investimenti costanti e di una precisa scelta politica che mette al centro il diritto alla salute, ma soprattutto del lavoro quotidiano di migliaia di medici, infermieri e operatori che rappresentano un punto di riferimento imprescindibile per le nostre comunità, affiancando a professionalità e competenza anche umanità e attenzione alla persona”.
Tutto questo, secondo de Pascale e Fabi, “nonostante il cronico sottofinanziamento della sanità pubblica a livello nazionale, denunciato da tutte le Regioni e che è stato mitigato solo in minima parte dagli ultimi stanziamenti del governo. L’auspicio è che si apra presto una stagione diversa, dando la possibilità alle Regioni di affrontare le sfide che abbiamo di fronte, come l’invecchiamento della popolazione, il potenziamento della sanità di territorio e l’investimento in prevenzioni e corretti stili di vita”.






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