La Regione dice “no” alla commissione d’inchiesta su moschee e centri culturali islamici

moschea preghiera islamica – P

L’ordine pubblico è di competenza del governo nazionale, in particolare del ministro dell’Interno: è questa, in sintesi, la motivazione con cui la maggioranza in Regione Emilia-Romagna ha respinto la richiesta di Fratelli d’Italia di istituire una commissione d’inchiesta regionale per monitorare i centri culturali islamici sul territorio, accusati di operare come moschee irregolari, e affrontare il tema della radicalizzazione in Emilia-Romagna.

Hanno votato contro questa proposta Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Civici con de Pascale, mentre si sono espressi a favore Fratelli d’Italia e Lega; assenti, al momento del voto, i rappresentanti di Forza Italia.

Il voto è arrivato dopo un lungo dibattito in aula: i partiti della maggioranza hanno evidenziato come i compiti previsti dalla proposta di Fratelli d’Italia siano di stretta competenza del governo, e in particolare del Ministero dell’Interno, sostenendo che il tutto suoni dunque come una sorta di “sfiducia” verso il ministro Matteo Piantedosi. Per il centrosinistra emiliano-romagnolo la richiesta del partito di Giorgia Meloni non sarebbe altro che una mossa nella battaglia – tutta interna alla destra – che vede Fratelli d’Italia e Lega intenti a “rincorrere” Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, movimento rispetto al quale le due forze politiche avrebbero paura di perdere voti.

Una lettura ritenuta “inaccettabile” e respinta con forza da Fratelli d’Italia, secondo cui il “no” arrivato dai banchi del centrosinistra dimostrerebbe come non ci sia alcun controllo del territorio da parte della Regione.

A presentare la proposta di legge è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Ferdinando Pulitanò, per il quale “le radicalizzazioni islamiche in Emilia-Romagna sono un’emergenza: non c’entrano solo gli ultimi, tragici fatti di Modena, ma c’è una lunga serie di episodi che ci ha spinto a chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta per fare luce sui luoghi di culto abusivi, moschee non autorizzate e luoghi di aggregazione potenzialmente pericolosi per contrastare eventuali derive verso la jihad”.

“Non bastano più comunicati stampa di solidarietà e manifestazioni dopo gli attentanti: serve una presa di coscienza. Serve un’assunzione di responsabilità da parte della Regione, che dovrebbe svolgere i controlli sugli immobili in questione. Bisogna scegliere da che parte stare: chi voterà a favore sceglierà la trasparenza, la legalità e la difesa dei nostri valori democratici, chi voterà contro, dicendo che è tutto compito del governo, sceglierà di mantenere una situazione di opacità. Noi parliamo di ordine pubblico e di rispetto delle regole, lo diciamo subito: non c’è né razzismo né discriminazione, ma solo richiesta di tutelare la sicurezza dei cittadini. Questa proposta è anche un impegno per la laicità dello Stato e il contrasto alla discriminazione delle donne”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu