I sindacati reggiani Cgil e Cisl sono amareggiati con l’assessore comunale alla cura della città (con delega alla gestione dei rifiuti) Davide Prandi, “reo” di non aver ricordato – nel presentare le novità relative alle agevolazioni sociali sulla tariffa rifiuti (Tari) – l’apporto delle due organizzazioni sindacali sul tema.
“Dispiace constatare che l’assessore Prandi […] abbia omesso di citare il contributo che le organizzazioni sindacali confederali hanno garantito nel corso degli anni”, lamentano Cgil e Cisl provinciali, che siedono da tempo al tavolo di confronto con l’amministrazione comunale di Reggio Emilia e rivendicano di aver sempre avuto “un ruolo attivo e propositivo” nella definizione degli accordi sulle agevolazioni tariffarie.
“Grazie al confronto costante è stato possibile ottenere, nel tempo, un progressivo incremento delle risorse stanziate a bilancio per sostenere le famiglie che ne hanno maggiore bisogno”, ricordano Cgil e Cisl, secondo cui “anche quest’anno, come nelle precedenti annualità” le organizzazioni sindacali “hanno avanzato la richiesta di ampliare la platea dei beneficiari, a seguito delle risorse rese disponibili a livello nazionale”. Su questo tema “vi è stato un confronto approfondito e ripetuto con l’assessorato competente, volto a individuare le modalità più efficaci per utilizzare concretamente tali risorse a favore dei cittadini”.
Per le organizzazioni sindacali reggiane, inoltre, “è importante ricordare che il contributo di Cgil e Cisl non si è mai limitato alla richiesta di maggiori stanziamenti economici”: i sindacati rivendicano “un ruolo fondamentale” anche nella diffusione delle informazioni relative agli accordi raggiunti, nel favorire la più ampia conoscenza possibile delle opportunità previste e nell’assistere concretamente cittadini e cittadine nella presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni.
Per questo motivo “accogliamo con favore l’introduzione dell’automatismo per il riconoscimento del beneficio”, dicono Cgil e Cisl, “che quest’anno consentirà ai cittadini di non dover più presentare domanda, semplificando l’accesso alla misura e rendendola più efficace”; anche se, precisano i due sindacati reggiani, “è bene rimarcare che per dimostrare di avere diritto al contributo bisogna comunque fare l’Isee, pertanto l’informazione data dall’assessore per cui non bisognerebbe più andare ai Caf è sbagliata”.
Ma il discorso torna inevitabilmente al mancato riconoscimento pubblico: “Il lavoro svolto in questi anni è stato il frutto di un confronto costante e di un impegno condiviso tra le parti. Riconoscere il contributo di tutti i soggetti coinvolti significa valorizzare un metodo partecipativo che ha prodotto risultati concreti per le famiglie e per la comunità. In questa direzione è fondamentale per noi rafforzare il sostegno e i servizi alle famiglie reggiane, tanto più alla luce degli aumenti tariffari e di Irpef che il Comune sta mettendo in campo”.






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