L’industria dell’Emilia-Romagna torna in territorio positivo, anche se la ripresa rimane fragile e disomogenea: nel primo trimestre del 2026 la produzione delle piccole e medie imprese manifatturiere regionali è cresciuta dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando solo in parte il “rimbalzo” registrato alla fine del 2025, che aveva interrotto una fase recessiva durata circa due anni e mezzo.
Si tratta in ogni caso di una buona notizia, che arriva dall’indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna e dalle Camere di commercio regionali.
Il fatturato complessivo del settore è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al primo scorcio del 2025, ma arrivano segnali poco incoraggianti dai mercati non italiani: il fatturato estero, infatti, è diminuito dell’1,1% e gli ordini esteri dello 0,3%, a conferma delle difficoltà che continuano a caratterizzare il commercio internazionale.
La performance migliore nel primo trimestre dell’anno è stata quella della metallurgia e delle lavorazioni metalliche, con una produzione in crescita dell’1,3%, seguita dall’alimentare (+0,5%); più debole il dato di meccanica, elettronica e mezzi di trasporto (+0,2%). Continuano, invece, le difficoltà del legno-arredo (-0,8%) e del sistema moda (-1,2%), che accusa anche un calo del fatturato estero del 2,5%.
Dall’indagine congiunturale emergono nette differenze in base alla dimensione delle aziende: le imprese medio-grandi aumentano la produzione dello 0,9%, quelle piccole dello 0,6%, mentre le realtà minori registrano una contrazione dell’1,9%.
Non si arresta, poi, il processo di riduzione della base produttiva regionale. Nei primi tre mesi dell’anno in Emilia-Romagna il saldo tra aperture e chiusure è stato negativo (234 imprese in meno, -0,5%), e il totale delle aziende attive nell’industria è sceso a 43.759. I saldi peggiori riguardano il sistema moda (-74 unità) e la metallurgia (-62).
Nonostante tutte le incertezze, le previsioni di Prometeia indicano per il 2026 una crescita del valore aggiunto dell’industria emiliano-romagnola dello 0,3%, che sarà sostenuta da una ripresa del commercio estero nella seconda parte dell’anno.







Non ci sono commenti
Partecipa anche tu