Nei giorni scorsi una ragazzina di 12 anni è stata aggredita due volte in pochi giorni da alcune sue coetanee nel giardino della basilica di Pieve, a Guastalla, in un’area nascosta rispetto alla strada principale e all’ingresso dell’oratorio parrocchiale.
La famiglia della vittima ha sporto denuncia ai carabinieri: la minorenne, ancora sotto shock e seguita da una psicologa, ha riportato un colpo di frusta, diverse ecchimosi e una frattura allo sterno, con una prognosi di 15 giorni.
Secondo la ricostruzione di quanto accaduto, il tutto sarebbe nato dalle accuse di una coetanea compagna di scuola della dodicenne, che sosteneva che la ragazzina avesse parlato male di lei, offendendola e denigrandola.
La prima aggressione è stata interrotta dall’intervento di un sacerdote della parrocchia; il giorno seguente, però, due ragazzine l’hanno riavvicinata, con la scusa di chiarire meglio la questione, e hanno aggredito nuovamente la dodicenne con ancora maggior violenza. A fermarle, questa volta, sono stati due operatori della vicina scuola d’infanzia: quando si sono avvicinati, tutti sono scappati.
Sul posto erano presenti infatti anche alcuni ragazzini – tutti delle scuole medie – che non hanno partecipato attivamente all’aggressione, ma hanno assistito alla scena, riprendendola con il proprio smartphone, facendo il “tifo” e incitando di fatto alla violenza.
La vittima, dopo questo doppio assalto, è rimasta in silenzio su quanto accaduto anche con la propria famiglia, finché la madre non ha ricevuto i video: a quel punto è scattata la denuncia. Del caso si sta occupando la Procura del Tribunale dei minori di Bologna.
Sulla vicenda si sono espressi il sindaco di Guastalla Paolo Dallasta e la vicesindaca (con delega alla scuola) Chiara Lanzoni: “L’episodio è alquanto doloroso e sconcertante, in primo luogo per la vittima delle percosse, a cui va tutta la nostra solidarietà e il nostro supporto. Ma ciò che lascia profondamente sgomenti è anche lo scenario in cui si è consumata l’aggressione, ovvero l’atteggiamento del gruppo: intorno alle ragazzine c’erano molti amici e coetanei che, anziché intervenire per separarle o chiedere aiuto, incitavano alla violenza e riprendevano la scena con i cellulari. Ci troviamo di fronte a un campanello d’allarme, dal punto di vista delle relazioni sociali, che non possiamo e non vogliamo ignorare”.
L’amministrazione comunale di Guastalla sottolinea anche la necessità di non liquidare l’accaduto come una semplice “lite tra ragazzi”, ma di analizzare la radice profonda del comportamento dei giovani spettatori: “Se di fronte a persone che si picchiano gli amici restano a guardare, filmano e fanno il tifo, dobbiamo prendere coscienza del fatto che questi ragazzi tendono a normalizzare comportamenti inaccettabili, non riconoscendone l’intrinseca gravità. C’è una preoccupante anestesia emotiva e culturale di fronte alla violenza, trasformata in spettacolo da social network”.
Di fronte a questa situazione, Dallasta e Lanzoni lanciano un appello: “Vogliamo richiamare con forza alle responsabilità educative di ciascuno di noi. Episodi come questi chiamano in causa la comunità educante tutta. Genitori, docenti, educatori, allenatori sportivi e istituzioni devono stringersi in un’alleanza solida. Dobbiamo interrogarci su quali modelli stiamo trasmettendo ai nostri figli e lavorare uniti per intercettare il disagio prima che si trasformi in aggressività o in indifferenza complice”.
L’amministrazione comunale ha fatto sapere che continuerà a seguire l’evolversi della situazione in stretto contatto con le autorità competenti e con le realtà educative del territorio, intensificando le iniziative di sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo e a favore dell’educazione all’empatia e alla legalità; all’orizzonte c’è anche la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale dei Ragazzi dedicata proprio al contrasto del bullismo e alla promozione del rispetto reciproco.







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