Valorizzare il Tricolore attraverso un progetto storico-culturale che coinvolga tutto il territorio regionale, in particolare nelle città-simbolo delle origini della bandiera: Reggio Emilia, Ferrara, Bologna, Modena e Lugo di Ravenna: è questo il cuore della risoluzione presentata dalla consigliera regionale reggiana del Pd Elena Carletti e approvata dall’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna con i voti della sola maggioranza.
È stata respinta, invece, una risoluzione sullo stesso tema presentata dal consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona, che chiedeva di rafforzare la Festa del Tricolore di Reggio come evento di rilevanza nazionale sottoscrivendo, in accordo con il Comune di Reggio, un programma di cerimoniale definito e un protocollo uniforme che stabilisse nuove norme per l’uso e il rispetto della bandiera nella giornata del 7 gennaio. L’atto di indirizzo, inoltre, chiedeva alla giunta de Pascale di sostenere iniziative culturali, educative e divulgative per diffondere la conoscenza della storia del Tricolore, prevedendo anche specifici finanziamenti annuali nel bilancio regionale.
Nonostante l’ampio dibattito in aula, alla fine non si è arrivati al voto di un testo condiviso. Al termine della discussione, come detto, è stato approvato – con i voti contrari delle opposizioni – l’atto di indirizzo delle forze di maggioranza (sottoscritto anche dagli altri consiglieri del Pd e da Paolo Burani di Avs, Lorenzo Casadei del Movimento 5 Stelle e Vincenzo Paldino dei Civici con de Pascale), mentre è stata bocciata la risoluzione di Fratelli d’Italia.
Uno dei principali punti di attrito ha riguardato proprio l’impegno economico richiesto alla giunta: il partito di Giorgia Meloni chiedeva alla Regione di stanziare risorse proprie per la Festa del Tricolore reggiana, mentre la maggioranza ha chiesto che fosse lo Stato a intervenire con fondi nazionali. Il dibattito, poi, è scivolato anche sulle argomentazioni storiche intorno alla nascita della bandiera.
Per Aragona, che lamenta “le sedie vuote della giunta de Pascale, a testimonianza di quanto la Festa del Tricolore sia di interesse per la Regione” (era presente solo l’assessora Elena Mazzoni), “non solo non è stata accolta la mia risoluzione, ma ancora più incredibile è stata la scelta del Pd di non cercare l’intesa su un documento condiviso che, partendo da premesse comuni, cercasse di andare nella direzione di valorizzare insieme un momento di unità che porta con sé importanti potenzialità dal punto di vista economico e dell’attrattività turistica. Anzi, il Pd ha pensato bene di proporre un documento alternativo dove per magia scompariva qualsiasi accenno alla possibilità di stanziare risorse dedicate”.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia ha poi bollato come “sconcertanti le parole del capogruppo del Pd Calvano, secondo cui ‘è un tema di cui dibattere in consiglio comunale, trattandosi di un evento locale‘, sottraendolo di fatto alla sua dimensione storica e culturale che ovviamente ha carattere nazionale. Un imbarazzo crescente, quello della maggioranza, nato dalla necessità di non votare un documento neutro e senza nessuna declinazione ideologica, nel puro interesse di Reggio Emilia. Il tutto tra ricostruzioni storiche singolari e svarioni di diritto costituzionale. L’unica risposta che ci è arrivata è stata ‘andate a chiederli al governo, i fondi’: stiano tranquilli, i pavidi consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna. Li chiederemo anche al governo, con la schiena dritta e la responsabilità che contraddistingue il nostro modo di fare politica”.







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