Con “Nuovi mondi crescono: sguardi sul futuro dell’educazione”, un evento rivolto a giovani universitari e professionisti dell’educazione, venerdì 6 marzo all’ex mangimificio Caffarri di Reggio Emilia sono stati presentati i risultati del progetto P.E.R. – Play Explore Research di Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi Ets con Lego Foundation.
Il progetto su ricerca, gioco e apprendimento ha dato vita a una comunità globale che si è confrontata sui diritti dell’infanzia a un’educazione di qualità e al gioco e sulle politiche educative nei vari Paesi, in un percorso di dialogo e scambio.
“Agire per l’educazione significa agire per la pace”, aveva detto nel novembre del 2023 Carla Rinaldi, presidente onoraria di Fondazione Reggio Children scomparsa lo scorso aprile, lanciando il progetto che aveva fortemente voluto insieme a Fondazione Lego.
Un richiamo che resta d’attualità anche oggi. Terminato lo scorso dicembre, il progetto ha messo in dialogo culture e storie educative diverse, toccando cinque continenti e 15 Paesi, tra i quali i sette ospitanti – Italia, Brasile, Sudafrica, Kenya, Stati Uniti, Vietnam e Danimarca – e altri otto coinvolti nella partecipazione – Messico, Colombia, eSwatini, Camerun, Mozambico, Etiopia, Cina e Corea del Sud.
Da Reggio, il progetto P.E.R. in quasi tre anni ha percorso 99.794 chilometri, due volte e mezzo il giro della Terra, muovendosi attraverso grandi città come Johannesburg, Hanoi, Denver, Nairobi e San Paolo e nelle loro periferie, per terminare poi a Billund, in Danimarca, coinvolgendo in confronti e attività innovative 2.366 partecipanti, istituzioni, policy makers, ong, educatori e famiglie, bambini e bambine, comunità, 57 partner che hanno co-progettato le diverse tappe e hanno poi contribuito, insieme alle due fondazioni promotrici, a organizzare oltre 136 sessioni di workshop nei sette incontri; a questi si aggiungono i 104 workshop realizzati all’ex Caffarri, per un totale di ben 240 workshop in due anni e mezzo. Un racconto che ha generato anche sette pubblicazioni.
Tra le caratteristiche che hanno reso unico e vivace il progetto figurano la co-progettazione con le realtà di ogni Paese, con proposte site-specific, le conferenze-azioni coniugate con i workshop, la ricerca-formazione resa particolarmente efficace con la partecipazione fattiva dei dottorandi, i progetti condivisi (il cui primo esito è stato l’allestimento dell’ex Caffarri come centro di ricerca sostenuto da Lego Foundation), il monitoraggio degli interventi.
L’importante presenza di partner nei diversi Paesi ha contribuito all’efficacia del progetto, a partire da due collaborazioni strategiche che hanno affiancato tutto il percorso: il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, attraverso l’ufficio competente per il Sistema della formazione italiana nel mondo, e il Dipartimento di educazione e scienze umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia, attraverso i dottorandi e le dottorande del phd Reggio Childhood Studies.
Durante l’evento di presentazione finale dei risultati, il direttore di Fondazione Reggio Children Cristian Fabbi ha ricordato “il contributo innovativo di Carla Rinaldi nell’ideare il progetto mettendo in campo la visione di una ricerca all’intersezione tra ricerca, gioco, educazione, apprendimento, solidarietà e sviluppo. Play Explore Research è cresciuto nel tempo come un laboratorio itinerante di idee, pratiche e incontri attraverso continenti, culture e tradizioni educative. Ha generato una serie di spunti pedagogici, culturali ed etici fondamentali che ne definiscono il significato più profondo, che parla di capacità di dialogo e convivenza”.







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