Come avvenuto già a Reggio, lunedì 13 ottobre anche a Scandiano è stata rimossa la bandiera della Palestina esposta da fine agosto sulla facciata del municipio, appesa alla finestra dell’ufficio del sindaco Matteo Nasciuti.
La rimozione era stata sollecitata direttamente dal prefetto di Reggio Maria Rita Cocciufa, che nelle scorse settimane aveva fatto pressione a più riprese sul Comune del distretto ceramico (e sugli altri Comuni reggiani che avevano fatto la stessa scelta: Reggio, Cavriago e Bagnolo in Piano) rifacendosi alla normativa vigente, che prevede la possibilità di esporre sugli edifici pubblici soltanto bandiere “istituzionali”: quella dell’Italia, ad esempio, o quella dell’Unione europea, senza alcuna eccezione – nemmeno per cause umanitarie di respiro internazionale.
Ma la bandiera rossa, verde, bianca e nera della Palestina non è sparita del tutto. Come ha spiegato il sindaco Nasciuti, “cambia luogo, non significato”: l’amministrazione comunale, infatti, ha deciso semplicemente di spostarla (assieme alla bandiera della pace) dalla facciata del municipio alla Rocca dei Boiardo, uno degli edifici più rappresentativi della cittadina reggiana.
“Con questo gesto – ha ribadito Nasciuti – confermiamo con ancora più forza il messaggio che ci ha guidato fin dall’inizio: la vicinanza di Scandiano a chi è privato di diritti e libertà, ovunque nel mondo, e l’impegno per la pace come valore universale. La Rocca, simbolo della storia e dell’identità cittadina, continuerà a ospitare questi segni di dialogo, rispetto e dignità dei popoli. Oggi, proprio mentre tra Israele e Hamas è avvenuto uno scambio di prigionieri, salutiamo questo passo con speranza e favore. È un segnale fragile, ma importante, nella direzione di una possibile de-escalation e di un futuro diverso. Il nostro impegno per la pace non cambia luogo, si rafforza”.






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