Nella serata di giovedì 25 settembre, intorno alle 22.30, gli agenti della Squadra volanti della polizia di Stato di Reggio sono stati avvicinati da una persona mentre transitavano in via don Alai durante un servizio di pattugliamento: l’uomo ha riferito loro di aver notato la presenza in zona del presunto autore del furto con strappo di cui era stato vittima il giorno precedente; nello specifico, il furto di uno smartphone, per il quale il derubato aveva già presentato denuncia in Questura.
I poliziotti, dopo aver ricevuto ulteriori indicazioni sul presunto responsabile del reato, si sono messi alla ricerca di quest’ultimo: poco distante, in via Eritrea, hanno individuato una persona corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima, che alla vista degli agenti ha immediatamente tentato di allontanarsi affrettando il passo – ma è stato prontamente raggiunto e bloccato.
L’uomo, 29 anni, originario del Burkina Faso, già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti, nonostante non fosse in possesso del telefono cellulare rubato è stato riconosciuto dalla vittima come l’effettivo autore del furto ai suoi danni. A quel punto il ventinovenne è stato portato in Questura dove, al termine degli accertamenti, è stato denunciato in stato di libertà per l’ipotesi di reato di furto con strappo.







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A parte il racconto che gli dà un orientamento se gli ammazzi papà , mamma e fratelli, lo stesso racconto diventa un macigno.
Miseria morale senza fine