In quattro anni sono aumentati del 70% i terreni bio in Emilia-Romagna: dal 2014, infatti, sono 150.600 gli ettari delle superfici iscritte all’albo dei produttori biologici, pari al 15% dei terreni coltivati; e se si guarda alle sole aziende bio che aderiscono al Programma per lo sviluppo rurale regionale (Psr), con i loro 130mila ettari sono in pratica raddoppiate le superfici destinate alle coltivazioni bio.

Merito anche della stessa Regione, che ha messo a disposizione oltre 47 milioni di euro, di cui 27,2 milioni per il sostegno proprio all’agricoltura biologica. Sono solo alcuni dei risultati raggiunti con i due bandi “Pagamenti agro-climatico-ambientali” (Misura 10) e “Agricoltura biologica” (Misura 11) del Psr, rivolti alle imprese agricole della regione e chiusi proprio in questi giorni: le misure sono finalizzate a diminuire l’impatto delle pratiche agricole su ambiente, acqua e suolo, nel rispetto della biodiversità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di C02 e contrastare i cambiamenti del clima.
Complessivamente sono state 3.253 le domande presentate dalle imprese agricole emiliano-romagnole. L’assessorato regionale all’agricoltura ha sottolineato come, a fronte della positiva risposta da parte delle aziende, l’impegno della giunta sia quello di recuperare ulteriori risorse (all’interno delle economie del Psr) per soddisfare il fabbisogno di tutte le domande, mettendo in campo un confronto con tutto il partenariato del Programma di sviluppo rurale.






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