Non luogo a procedere per il sindaco Federico Pizzarotti e per gli altri dirigenti e amministratori parmensi finiti nel registro degli indagati per l’alluvione del torrente Baganza del 2014. Il gup del Tribunale di Parma Fiorentini ha chiuso la vicenda dopo che a dicembre aveva chiesto alla Procura di riformulare il capo di imputazione inizialmente di inondazione colposa.
Con Pizzarotti, prosciolti da ogni accusa l’ex dirigente della Protezioni civile della Provincia Gabriele Alifraco e quello del Comune Claudio Pattini, l’ex comandante della Polizia Municipale Gaetano Noè ed il direttore dell’agenzia regionale di protezione civile Maurizio Mainetti. La Procura ora potrebbe impugnare il provvedimento, ma anche aprire un nuovo fascicolo contestando altre imputazioni. “Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare per mettere in sicurezza Parma, rimboccandoci le maniche e lavorando sodo per risollevare la città”, ha commentato il sindaco.







Ultimi commenti
e se invece si trattasse della solita percezione ?
Concordo con tutti i commenti precedenti e ricordo che, stando a quanto riportato recentemente, soltanto dai parcheggi il Comune dovrebbe incassare 4 o 5 milioni […]
Suvvia, stava soltanto manifestando il suo disagio: forse ha bisogno di coccole. O di un boia?
Sono più di trent'anni che la lega è al governo o tra i cog... Non mi pare che abbiano conseguito straordinari risultati, nè in questa
Tutto giusto...la viabilità è insostenibile.....i monopattini ti sfrecciano a km esagerati sempre pen sare di sostare i Marciapiedi di via Gorizia per noi pedoni che