Mercoledì 16 luglio i vigili del fuoco e la polizia locale, allertati da un residente della zona, che aveva segnalato la presenza di un animale in difficoltà, hanno trovato un pitbull ormai agonizzante in un garage di Fabbrico, nella Bassa Reggiana: il proprietario lo avrebbe lasciato da solo per alcuni giorni, incaricando un conoscente di portargli acqua e cibo.
Diego, questo il nome del cane, è morto poco dopo l’arrivo dei soccorsi.
Secondo la ricostruzione dell’Ausl di Reggio, alle 17.25 di quel pomeriggio la polizia locale di Fabbrico ha richiesto un intervento di massima urgenza al Servizio di medicina veterinaria dell’Ausl, che ha inviato il dottor Luca Carnevali, medico veterinario del distretto di Correggio-Guastalla, arrivato sul posto quaranta minuti dopo, alle 18.05: appena il portone dell’autorimessa è stato forzato dai vigili del fuoco, il veterinario ha estratto dal garage il cane, trovato “agonizzante e già in arresto cardiaco”, iniziando immediatamente le manovre rianimatorie, effettuate per alcuni minuti.
Purtroppo l’animale, già in una fase di grave crisi respiratoria, senza acqua e in condizioni igieniche giudicate “drammatiche” da chi è intervenuto, non ha ripreso spontaneamente l’attività cardiorespiratoria: alle 18.18 ne è stato constatato il decesso.
L’episodio è finito sulle scrivanie della Procura di Reggio, che sta indagando sulla vicenda per valutare se ci siano gli estremi per agire sulla base di quanto previsto dalla cosiddetta “legge Brambilla”, in vigore dallo scorso primo luglio, che ha introdotto alcune modifiche al Codice penale e al Codice di procedura penale proprio in materia di reati contro gli animali.
L’animale è stato trasferito all’Istituto zooprofilattico, dove sarà eseguita l’autopsia per chiarire con maggior precisione le cause del decesso.






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