A poco più di 24 ore di distanza dal precedente episodio, la zona della stazione ferroviaria storica di Reggio Emilia è di nuovo al centro delle cronache per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel pomeriggio di martedì 22 settembre, poco prima delle cinque, i carabinieri reggiani, assieme ai colleghi della Squadra d’intervento operativo (S.I.O.) del 4° battaglione carabinieri “Veneto” di Mestre, hanno fermato un uomo davanti all’ingresso della stazione, in piazzale Marconi, avvertendo subito un forte e acre odore di hashish.
Quando è stato perquisito, l’uomo – 30 anni, senza fissa dimora – è stato trovato in possesso di due involucri di cellophane contenenti alcuni grammi di hashish e di ecstasy. Oltre allo stupefacente, già suddiviso in dosi, il trentenne aveva con sé anche 240 euro in contanti (tre banconote da 50 euro, quattro da 20 euro e una da 10 euro), ritenuti il provento dell’attività di spaccio. Sia i soldi che i due involucri sono stati sottoposti a sequestro.
I successivi riscontri in banca dati hanno consentito di scoprire che l’uomo, già gravato da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti, era uscito di recente dal carcere di Parma, dove aveva finito di scontare una condanna per altri fatti.
Sulla base di quanto emerso dalla perquisizione, il trentenne è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.






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