Il consiglio comunale di Reggio, nella seduta di lunedì 28 aprile, ha approvato – con 21 voti favorevoli e 8 contrati – un ordine del giorno urgente ex art. 21 presentato dal consigliere comunale del Pd Nando Ganassi (e firmato da altri consiglieri di Pd, Verdi e Possibile e lista civica Marco Massari Sindaco) per condannare le azioni intimidatorie perpetrate nei giorni scorsi nei confronti del Centro interculturale Mondinsieme e per esprimere sostegno alle attività del centro stesso.
Nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 aprile, infatti, erano stati affissi due volantini sul cancelletto d’ingresso e sulla targa esterna della sede del centro Mondinsieme di Reggio, in via Marzabotto, che ospita tra le altre cose anche il cosiddetto “sportello antirazzista”, aperto da qualche settimana e promosso dal Comune di Reggio in sinergia proprio con la Fondazione Mondinsieme. I volantini riportavano il logo di Reggio Emilia Tricolore, un gruppo di estrema destra di ispirazione neofascista riconducibile a Casapound: “Sicuri che il vero problema sia il razzismo?”, recitava la scritta a caratteri cubitali sul volantino, mentre sullo sfondo c’era un collage di articoli di giornale su episodi di cronaca avvenuti a Reggio negli ultimi mesi. Poi, più sotto, un’altra scritta: “Almeno 28.000 euro in affidamento diretto a una cooperativa reggiana: ma quanto ci costa l’antirazzismo? Tutto questo mentre la città è sommersa da degrado, microcriminalità e baby gang di immigrati di seconda generazione”.

L’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale, dunque, “esprime solidarietà al Centro interculturale Mondinsieme per le azioni ostili perpetrate nei suoi confronti in orario notturno e ribadisce il rilievo delle attività da esso svolte per il dialogo interculturale e la crescita educativa e sociale nella Città di Reggio Emilia” e “riafferma l’importanza di strumenti come lo sportello e l’osservatorio antirazzista per supportare la
rimozione di quegli ostacoli di ordine sociale, originati da intenti discriminatori basati sull’etnia, la religione, l’origine culturale o nazionale che impediscono il pieno sviluppo di tutte le persone residenti in città”, disponendo inoltre che lo stesso ordine del giorno sia trasmesso all’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, istituito presso il Ministero dell’Interno.







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