È stato fissato al 15 settembre, davanti alla prima sezione penale della Corte d’appello di Bologna, il processo di secondo grado per Salvatore Montefusco, l’uomo che il 13 ottobre del 2022 uccise a fucilate la moglie Gabriela Trandafir e la figlia della donna Renata Alexandra a Cavazzona di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena.
Lo scorso ottobre Montefusco era stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione: la Corte d’assise modenese concesse all’uomo le attenuanti generiche, valutandole equivalenti alle aggravanti ed escludendo alcune di queste ultime. Una sentenza che ai tempi aveva fatto molto discutere per il riferimento ai “motivi umanamente comprensibili” che secondo i giudici avrebbero spinto l’omicida ad agire.
La Procura di Modena, che aveva chiesto una condanna all’ergastolo, ha presentato appello, sostenendo che la sentenza di primo grado avrebbe gettato “uno sguardo indulgente sul duplice omicidio in quanto avvenuto in contesto domestico”, e denunciando un “completo stravolgimento del senso comune (e dei principi normativi internazionali) che induce a condannare comportamenti di aggressione nei confronti di soggetti deboli, soprattutto ove commessi nell’ambito delle relazioni familiari e affettive”.






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