Sono diciotto le persone indagate nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di finanza di Modena relativa all’Università del capoluogo emiliano: sono accusate, a vario titolo, di peculato, falsità ideologica e materiale in atti e documenti anche informatici pubblici, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.
Giovedì 27 marzo i militari del Comando provinciale delle Fiamme gialle modenesi hanno eseguito un sequestro preventivo dell’importo di circa 260.000 euro (tra disponibilità finanziarie e quote di due immobili nelle province di Modena e Foggia) nei confronti del principale indagato, disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena alla luce di quanto emerso da un’articolata indagine diretta dalla procura emiliana e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena.
Le indagini hanno preso il via da una denuncia-querela presentata dalla stessa Università di Modena e Reggio in relazione ad alcune anomalie riscontrate nella gestione amministrativo-contabile di uno dei dipartimenti dell’ateneo, e hanno permesso di ricostruire come il responsabile amministrativo del dipartimento avesse disposto pagamenti – per appunto circa 260.000 euro – ritenuti “indebiti”.
Secondo le accuse, il principale indagato, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2020, potendo disporre dell’accesso al sistema gestionale e dei dispositivi di firma digitale, avrebbe falsamente attestato circa 750 mandati di pagamento con causali fittizie (“pagamento fornitori”, “rimborso piccole spese”, “rimborso spese anticipate per materiali di consumo e varie”) e spesso senza documentazione giustificativa (riguardanti talvolta prestazioni mai rese o spese non realmente sostenute, così come acquisti non attinenti all’attività istituzionale universitaria: carne, felpe e scarpe, ma anche la riparazione di un’auto privata), inducendo in errore la tesoreria universitaria sull’effettiva spettanza di questi rimborsi a favore sia di se stesso che di altri soggetti – tra cui addetti amministrativi, docenti universitari, dottorandi e assegnisti di ricerca.







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