I vigili del fuoco del gruppo Nia (Nucleo investigazioni antincendio) sono già al lavoro per raccogliere gli elementi utili a ricostruire la dinamica dello spaventoso incendio che intorno alle due della notte tra lunedì 10 e martedì 11 febbraio a Reggio ha distrutto lo stabilimento di lavorazione delle carni Inalca (ex Unibon), in via Due Canali, di proprietà del gruppo Cremonini.
Il compito del personale del Nia è quello di stabilire le cause scatenanti del rogo, ancora ignote, e individuare eventuali responsabilità che dovessero emergere. Un compito che non si prospetta certo facile: dopo alcune forti esplosioni iniziali, riportate anche dalle testimonianze dei residenti della zona, le fiamme hanno aggredito oltre ventimila metri quadrati di capannoni interessando – oltre agli impianti di Inalca – anche l’area di Gescar e i magazzini di distribuzione di Quanta Stock&Go, la struttura che fornisce derrate a Cirfood.
Le fiamme, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero partite da un locale tecnico dello stabilimento di Inalca, ma molti aspetti della catena degli eventi sono ancora da chiarire. Al momento non sono emersi elementi che potrebbero far pensare al dolo, dunque l’ipotesi attualmente più plausibile è quella di un incidente: la Procura di Reggio, in ogni caso, ha aperto un fascicolo di inchiesta per fare piena luce sulla vicenda, affidando le indagini ai vigili del fuoco e alla squadra mobile della polizia.







Ultimi commenti
e se invece si trattasse della solita percezione ?
Concordo con tutti i commenti precedenti e ricordo che, stando a quanto riportato recentemente, soltanto dai parcheggi il Comune dovrebbe incassare 4 o 5 milioni […]
Suvvia, stava soltanto manifestando il suo disagio: forse ha bisogno di coccole. O di un boia?
Sono più di trent'anni che la lega è al governo o tra i cog... Non mi pare che abbiano conseguito straordinari risultati, nè in questa
Tutto giusto...la viabilità è insostenibile.....i monopattini ti sfrecciano a km esagerati sempre pen sare di sostare i Marciapiedi di via Gorizia per noi pedoni che