Nella notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 luglio i carabinieri di Bologna hanno smantellato un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga, in particolare cocaina, che era attiva nel capoluogo dell’Emilia-Romagna da almeno una decina d’anni.
Su indicazione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna Sandro Pecorella sono state eseguite quattordici misure cautelari: nove persone sono state arrestate, un’altra è finita agli arresti domiciliari, altre quattro sono state sottoposte a obblighi di dimora. Tra queste ci sono persone italiane (originarie delle province di Cosenza e di Catania), di nazionalità romena e di nazionalità albanese: tutte di età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono indagate a vario titolo per associazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Le indagini, scattate nel giugno del 2021, hanno consentito ai carabinieri di accertare che il gruppo, gestito soprattutto da uomini di origini albanesi, aveva fatto arrivare a Bologna almeno 70 chili di sostanze stupefacenti (con carichi di varia entità, da uno a 11 chili per volta): la droga, poi, dall’Albania veniva portata in Italia con veicoli dotati di bagagli o vani con doppio fondo.
Durante l’operazione i militari bolognesi hanno dato esecuzione anche a decreti di sequestro preventivo di sette automobili, quattro appartamenti situati a Bologna e dodici conti correnti bancari, per un controvalore complessivo di circa due milioni di euro.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha ringraziato “i carabinieri di Bologna e la Direzione distrettuale antimafia per questa nuova operazione che ha portato a sgominare un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione. Gli arresti e i sequestri di oggi evidenziano, ancora una volta, l’impegno e la determinazione di magistratura e forze dell’ordine nel contrastare la criminalità nel nostro territorio”.






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Ma sì, concedete alla crema della moderna società multietnica una onorificenza, sicuramente ve ne saranno grati e soprattutto riconoscenti.
Però se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
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Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la