Quinto appuntamento con la Rassegna MIAO! (Musica Irriverente e Artisti Originali) alla Casa di Quartiere del Centro Sociale Gattaglio Gatto Azzurro.
Venerdì 14 giugno, a partire dalle ore 21, lungo il Crostolo tornerà Fabrizio Tavernelli per presentare il suo nuovo album “Resa Incondizionata”.
La resa incondizionata di Taver cantata sul palco. Fabrizio “Taver” Tavernelli, cantante, produttore, musicista, scrittore attivo dagli anni ’80.
Prima con gli En Manque D’Autre e poi con gli Afa, negli anni ’90 ha dato vita anche al progetto Materiale Resistente, il disco, concerto e documentario in cui le band rock del periodo rileggevano la Resistenza a mezzo secolo dalla Liberazione.
Dal 2000 prosegue la sua carriera sia come solista sia con diversi progetti in cui mischia rock, elettronica e sperimentazioni.
Da poche settimane ha pubblicato l’album “Resa Incondizionata”, un altro lavoro di spessore, sia a livello testuale sia nella ricerca sonora, in cui è affiancato da Marco Santarello alla chitarra, Alessandro De Nito alle tastiere, Marco Tirelli al basso e Lorenzo Lusvardi alla batteria.
Circondati da torrente e piste da bocce si potranno ascoltare gli undici brani del disco, uniti ovviamente a classici del percorso di Tavernelli, griffati Afa o realizzati in proprio. E per entrare allo stesso tempo in riflessioni piuttosto cupe sull’oggi, già ben riassunte da un titolo in cui l’autore parla di resa a un contesto sociale ed economico globale sempre meno accogliente.
«Dichiaro la mia Resa Incondizionata alle opposte fazioni, alle opposte tifoserie. Dichiaro la mia Resa Incondizionata al gigantismo e ai grandi eventi. Dichiaro la mia Resa Incondizionata al guittismo di corte. Dichiaro la mia Resa Incondizionata alle intelligenze Artificiali/Artificiose, ho nostalgia delle leggi della robotica. Dichiaro la mia Resa Incondizionata all’isteria, allo stato di emergenza perenne», scrive Taver nel manifesto di intenti che ha anticipato l’uscita.
E ancora, sempre parola di Fabrizio “Taver” Tavernelli: «Dichiaro la mia Resa Incondizionata alla Psicopolizia, alle armi, alle guerre tra i poveri del pianeta, alle guerre per procura, alle sceneggiature di guerra, ai set cinematografici/bellici, al giornalismo embedded, alle guerre perse in partenza, a chi si pulisce il sedere con la mia bandiera bianca. Mi arrendo a tutte le propagande. Non reagisco più agli insabbiamenti, alla cenere sotto il tappeto – conclude l’artista – tanto i bugnoni scoppiano prima o poi».






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